Come anticipato negli scorsi giorni da Fanpage.it, il Partito Democratico non sosterrà la candidatura di Federica Angeli alle elezioni suppletive del prossimo 1 marzo a Roma, quando circa 150.000 cittadini iscritti nelle liste elettorali nel collegio Roma Centro, dovranno decidere chi riempirà la poltrona lasciata vuota da Paolo Gentiloni per andare a ricoprire la carica di Commissario Europeo. Un "no" quello di Nicola Zingaretti alla giornalista di Repubblica, che nasce dalla profonda irritazione del metodo con cui gli alleati hanno deciso di presentare la loro scelta, comunicando ai dem la candidatura a mezzo stampa nella convinzione di costringerli a dire ‘sì' alla giornalista sotto scorta minacciata dal Clan Spada. Il problema dunque non è la persona ma le modalità con cui Matteo Renzi e Carlo Calenda hanno indicato il nome di Angeli, quando Zingaretti aveva già chiesto la disponibilità a candidarsi al presidente della Fondazione PD Gianni Cuperlo.

Federica Angeli contro Nicola Zingaretti

"Il Pd di Nicola Zingaretti ha appena comunicato che non sosterrà la mia candidatura perché proposta da Iv, Azione, +Europa. Rispettosamente, sono rimasta in silenzio, pur avendo già preso la mia decisione giorni fa. Domani vi racconto come sono andate le cose". Così su Twitter nella serata di ieri Federica Angeli, che non ha ancora ufficialmente sciolto la riserva: nelle prossime ore si attende un passo indietro ufficiale della giornalista, altrimenti il centro sinistra potrebbe presentarsi con due differenti candidati all'appuntamento del 1 marzo.

Elezioni suppletive Roma: i candidati

Intanto Potere al Popolo ha scelto di correre in solitudine con la ginecologa Elisabetta Canitano, mentre per il Movimento 5 stelle affronterà la sfida Rossella Rendina. Per i pentastellati nessuna consultazione online: la giovane attivista del litorale romano è stata l'unica con i requisiti corretti a inviare la sua candidatura su Rousseau. Ancora nessuna indiscrezione dal centrodestra: Lega e Fratelli d'Italia con massimo riserbo stanno lavorando a un accordo che al momento ancora non c'è.