Dopo la visita del ministro dell'Interno Matteo Salvini alla festa degli ultras del Milan, la sua squadra del cuore, tra le voci che si sono alzate per salutare con favore il ministro ultras c'è stata quella di Fabrizio "Diabolik" Piscitelli, leader indiscusso degli Irriducibili e della Curva Nord della Lazio, che ha invitato Salvini a fargli visita. Come al solito Diabolik si è dimostrato un abile capo ultras di lotta e di governo: "Magari lo potessimo incontrare gli potremmo raccontare tutte le problematicità che incontriamo e tutta la repressione che subiamo qui a Roma da anni, quale nessuna altra curva ultras. Faccio un esempio: noi qui a Roma non possiamo fare nulla, ma se un milanista viene a Roma può accendere una torcia e nessuno gli dice nulla. Ci sono atteggiamenti diversi. Però che sia chiaro anche qui sarebbe in mezzo a pregiudicati e indagati". Poi la proposta: far rientrare i capi nelle curve revocando i Daspo, così da poter governare le intemperanze al meglio. Vale ora la pena ricostruire come Piscitelli, una lunga sfilza di precedenti e procedimenti a carico, sia riuscito a riconquistare dopo il declino degli Irriducibili per alcuni anni, la curva biancoceleste dell'Olimpico.

Gli adesivi di Anna Frank e gli ululati razzisti

Gli adesivi distribuiti lo scorso anno da alcuni tifosi della Lazio che ritraggono Anna Frank con una maglietta della Roma, hanno conquistato le prime pagine dei giornali e riportato sotto i riflettori la realtà del tifo organizzato biancoceleste. A rispondere per tutta la Curva Nord alle polemiche ci hanno pensato proprio gli Irriducibili, con un comunicato in cui si rifiutano di dissociarsi, chiamando in causa sentenze dei giudici e derubricando tutto a goliardia e sfottò tra tifoserie. Qualche tempo prima lo stesso gruppo si era espresso contro gli ululati razzisti, costati la chiusura della curva dei tifosi della Lazio per due giornate, rivendicando però al contempo la primogenitura. Basta leggere il comunicato per capire che l'antirazzismo non c'entra nulla, ma solo di opportunismo: "Al fine di evitare pesanti sanzioni (anche eventuale esclusione dalla competizione) nei confronti della nostra squadra da parte della commissione disciplinare della Uefa, non partiranno da parte della nostra curva ululati di nessun genere che possano essere interpretati come gesti con sfondo razziale. Siamo stati i primi a introdurre questa modalità all’interno degli stadi italiani. Ma adesso, per il bene del cammino della nostra squadra in Europa, dobbiamo evitare ogni tipo di pretesto che possa essere usato contro di noi per eliminarci dalla competizione". Ma è anche una prova di forza: cosa si canta o non si canta lo decidiamo noi.

Il ritorno degli Irriducibili

"Teniamo a precisare quanto segue: il gruppetto Lazio Hit firm già da qualche mese non esiste più. Non esporrà più ne' pezze ne' striscioni. Ai ragazzi di curva, e ai giovani che verranno, si ricorda e si precisa che nella nostra Curva Nord la linea da seguire è, e rimane, quella del gruppo unico e che non saranno più ammessi stendardi e gruppetti nati dal nulla e con nessuna esperienza alle spalle". Firmato: Irriducibili Lazio Curva Nord. Il messaggio pubblicato nel luglio del 2017 è chiaro: non c'è più spazio per nessuno, siamo tornati a comandare noi in Curva Nord, siamo andati via per un po' ma oggi siamo siamo qua e tutti faranno bene ad adeguarsi. Non che se ne fossero mai andati davvero, erano solo distratti dai Daspo, dai guai giudiziari e anche dalle lotte intestine. Gli Irriducibili, storico gruppo ultras della Lazio, i cui capi sono stati protagonisti di gravi vicende giudiziarie che hanno portato all'eclissi del gruppo, sono tornati a comandare grazie a Fabrizio ‘Diabolik' Piscitelli. Il 4 aprile 2017, in occasione della semifinale di Coppa Italia contro la Roma, gli Irriducibili si riprendono tutta la curva. E lo fanno in grande stile: prima del fischio d'inizio scendono a bordo campo con lo storico striscione del gruppo e uno stendardo con Mr. Enrich, il fortunato logo reso celebre dalla vendita del materiale di merchandising ‘griffato' Irriducibili. Mentre lo striscione viene srotolato la Curva Nord sventola migliaia di bandiere con i colori della Lazio: al centro il solito Mr. Enrich, bombetta, ghigno e calcio pronto.

Lo stile ultras: "Non siamo zingari come i pescaresi"

Ma tutti i giornali si accorgono del ritorno degli Irriducibili quando in curva viene distribuito un volantino sullo "stile" che i tifosi devono tenere, con tanto di disegno e marche consigliate. Parole che celano il tentativo di riprendere completamente l'egemonia e di "educare" una nuova generazione di ragazzi. Un volantino del tutto simile girava già in curva ad inizio anni '90, quando il gruppo stava crescendo e si stava imponendo, dettando anche la moda.

"I laziali si sono sempre contraddistinti per la mentalità e anche per il proprio stile: diversi dai capelloni di Bergamo e Brescia, dagli zingari di Pescara, dalla colorita decadenza dei nostri cugini, dal jeans altezza caviglia di altri stadi. Per una vita abbiamo preso in giro tutto questo. Noi intanto insegnavamo norme di comportamento e di stile. E siamo stati copiati nel modo di tifare, di agire e anche di vestire", si legge nel volantino. Poi si denuncia il vero problema: "Oggi anche nella nostra curva cominciano ad affacciarsi personaggi figli dei tempi in cui viviamo e di un declino sempre più visibile nella nostra città. Pochi elementi, certo, ma che anni fa non avrebbero potuto mettere piede nemmeno in sessantesima fila".

Irriducibili: ultras di "lotta e di governo"

Ma come tornano a comandare Diabolik e i suoi? Riempiendo lo spazio lasciato vuoto che nessuno ha riempito in Curva Nord, dopo il  temporaneo declino del gruppo, a seguito delle inchieste, gli arresti e le gambizzazioni, a cui è stato al centro lo storico ‘direttivo' (composto oltre che da Diabolik, da Fabrizio Toffolo, Paolo Arcivieri e Yuri Alviti). Siamo all'inizio del 2016 e sono mesi difficili per gli ultras nella capitale: il progetto delle barriere per dividere le curve al loro interno (e ora ritirato), mobilita le tifoserie di Roma e Lazio. Ma lo sciopero del tifo ad oltranza non raccoglie il successo sperato e gli ultras sono in difficoltà, soprattutto in Nord dove la presa dei gruppi di tifosi organizzati è minore.

In questa empasse si inserisce Fabrizio Piscitelli, che si presenta come l'uomo della provvidenza, il salvatore della patria. “Come la società Lazio deve ristrutturarsi anche la Curva che non può permettere che i tifosi della Lazio si perdano. – si legge in una dichiarazione rilasciata all'emittente dei tifosi Radio Sei datata 29 luglio 2016 – Questo non lo possiamo permettere, c’è voglia di tornare allo stadio, occupare il nostro settore ed andare in trasferta tutti insieme. Qui si rischia l’estinzione, dobbiamo ricrescere come tifoseria e tornare a seminare lazialità. Non possiamo permettere che si perdano generazioni di tifosi, non andare allo stadio per un anno ha portato una disgregazione totale" .

Da sempre di lotta e di governo, in pieno stile Irriducibili, Diabolik organizza il rientro in curva. Una prima riunione di tifosi si tiene il 7 gennaio del 2016, convocata con una lettera firmata da suo pugno con cui si propone nuovamente come leader, per tornare agli antichi splendori. L'appuntamento è al Circolo Trionfale Lazio e questa è la lettera che la convoca, di seguito riportata per intero per intero (comprese le maiuscole):

Amici laziali, tifosi, ultras grandi e più giovani, è a voi che mi rivolgo in questo triste momento che sta passando la nostra curva e di conseguenza la tifoseria tutta. Notare lo sconforto e l’appiattimento rassegnato- prosegue – che ormai circonda il nostro ambiente, ha spinto me e gli altri ad organizzare questa PRIMA RIUNIONE APERTA A TUTTI, RIPETO A TUTTI, per parlare e discutere delle nostre problematiche attuali. Mi rivolgo ai più grandi e ai più giovani perché insieme dobbiamo ricostruire il nostro ambiente che qualche pazzo esaltato vuol far sparire per sempre. Risvegliate quell’anima “IRRIDUCIBILE” che è dentro di voi perché ha bisogno solo di essere scossa per ripartire. Questa sarà una delle iniziative che intendiamo portare avanti o almeno NOI proveremo a farlo. Io, come penso saprete tutti, non potrò essere presente fisicamente, mio malgrado, ma vi giuro che mi sento come un leone in gabbia…. per di più affamato. Prima o poi finirà e il mio posto tornerà ad essere quello di sempre… tra voi, tra la mia gente, il mio gruppo, la mia curva alla quale tanto ho dato ma a cui tanto voglio ancora dare. La mia anima “IRRIDUCIBILE” è imprigionata … ma per nulla sopita … anzi!! Dai, amici e tifosi miei! Oggi come oggi è il momento di riunirci, ritrovarci tutti, di andare in trasferta insieme come si faceva una volta e come abbiamo ricominciato a fare noi dopo lo scempio che abbiamo trovato in curva quest’anno. TIFOSI TUTTI, SERRIAMO I RANGHI… E’ ORA DI MARCIARE! DIABOLIK… IRRIDUCIBILE” PER SEMPRE!.

Nel frattempo viene anche riaperta la trasmissione su Radio Sei ‘La Voce della Nord', autogestita dal gruppo ultras, voce indispensabile per dare indicazioni su quello che accade, commentare tutto quello che accade nell'universo Lazio, interloquire in filo diretto con i tifosi, far passare la propria versione dei fatti su ogni evento.

Diabolik, la batteria di Ponte Milvio e Mafia Capitale

Come dopo alterne e lunghe vicende giudiziarie Fabrizio Piscitelli sia riuscito a ricostruirsi un protagonismo pubblico senza nessun problema, senza che nessuno (nell'ambiente o nei media) trovasse da ridire è un argomento che deve far riflettere. Il suo nome esce fuori anche dalle carte dell'inchiesta giudiziaria che ha sconvolto Roma, il terremoto politico-giudiziario noto come Mafia Capitale. In particolare il nome di Diabolik emerge nella ricostruzione dei rapporti e delle reti criminali con entra in contatto Massimo Carminati.

"Tutti erano infatti concordi nell’affermare che su Ponte Milvio opera una batteria particolarmente agguerrita e pericolosa con a capo Fabrizio Piscitelli alias Diabolik e della quale facevano parte soggetti albanesi;.. che la predetta batteria era al servizio dei “napoletani” ormai insediatisi “a Roma nord”, tra cui i fratelli Esposito facenti capo a Michele Senese". Così scrivono i Ros in riferimento allo spartizione della zona di Ponte Milvio, dove nella cura dei suoi il Cecato doveva tenere conto della presenza di consorterie criminali facenti riferimento a Michele Senese, boss della camorra da tempo trapiantato a Roma. E proprio nell'orbita di Michele ‘o pazzo si muoverebbe Piscitelli con il suo gruppo, di cui fanno parte anche della quale fanno gli albanesi Kolay Orial, detto “il pugile”,  Zogu Arben conosciuto come "Riccardino e Yuri Shelever soprannominato “Everest”.

Nel 2013 la latitanza e l'arresto per traffico di droga

Se si avessero dubbi sul profilo criminale di Diabolik, basta ricordare l'arresto del 2013 dopo diverse settimane di latitanza. Il capo ultras, da ormai diverso tempo lontano dall'Olimpico e sempre più concentrato su altri affari, viene fermato in un appartamento in zona Casalotti dove era nascosto con l'accusa di aver organizzato l'importazione di ingenti quantità di hashish dalla Spagna all'Italia per piazzarla nel mercato di Roma Sud. A tradirlo l'ordinazione di una pizza per accompagnare la visione del match di Europa League.

Follow the money: Diabolik tra droga, tifo e business

Gli Irriducibili hanno fatto storia nel mondo della tifoseria organizzata, non solo per le coreografie, i cori o gli scontri da stadio, ma anche per essere stati tra i primi a cogliere le potenzialità economiche di guidare un gruppo di tifosi, facendo di loro stessi un brand di successo e tirando su un vero e proprio business collegato alla vendita di merchandising ma anche alla bigliettazione. Attività che sono valse un discreto rientro economico, accanto all'investimento in attività tutt'altro che legali.

Nel corso della "carriera criminale", Piscitelli avrebbe finanziato l'acquisto di "numerosi carichi di droga", secondo gli inquirenti che spiegano come nel caso del capo ultras, il cui alto tenore di vita non sarebbe coniugabile con i redditi dichiarati, traffici illeciti e attività legali si intreccerebbero in maniera indissolubile. Così nell'estate del 2016 arriva il sequestro di beni per due milioni di euro, tra cui un'immobile definito di pregio e la società che commercializza prodotti con il logo di Mr. Enrich.