Domenica scorsa il ministro dell'Interno Matteo Salvini, di nota fede rossonera, ha partecipato all'Arena di Milano ai festeggiamenti per i 50 anni della Curva Sud del Milan. Una circostanza che non ha mancato di provocare polemiche, in particolare per la calorosa stretta di mena e l'abbraccio con Luca Lucci, noto leader ultras dalla fedina penale non proprio immacolata. Il 37enne infatti ha patteggiato una condanna a un anno e mezzo di pena per traffico di droga: le telecamere degli inquirenti lo hanno ripreso mentre trattava una grossa partita di droga, un affare da 600 chili di stupefacenti che vedeva coinvolte organizzazioni criminali albanesi e calabresi.  Ma Lucci era già stato condannato per un'aggressione avvenuta nel derby Milan-Inter del girone di ritorno del 2009: in quell'occasione guidò la spedizione contro un gruppo di tifosi avversari sferrando il pugno che ha fatto perdere la vista ad un occhio al tifoso interista Virgilio Motta.

Ora a voler essere onorati della visita del leader della Lega sono anche gli ultras della Lazio. Il leader degli Irriducibili Fabrizio Piscitelli, noto con il soprannome di Diabolik, lo ha dichiarato ieri all'Adnkronos. Per lo storico leader del gruppo, che da poco ha riconquistato il controllo del tifo organizzato biancoceleste dopo anni di alterne fortune soprattutto per i guai giudiziari che hanno coinvolto il vecchio ‘Direttivo' degli Irriducibili, la visita di Salvini all'Arena "è stata strumentalizzata", ma soprattutto "vedere qualche politico vicino alla curva fa sempre piacere, soprattutto un ministro". Proprio gli Irriducibili non sono nuovi alla commistione tra tifo e politica: non solo per le loro dichiarate simpatie di estrema destra, ma anche perché non disdegnarono di fare campagna elettorale per l'ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini, accogliendola in Curva Nord fino a farla accomodare a cavalcioni del vetro che divide il campo dagli spalti, proprio come un capo ultra.

"Magari lo potessimo incontrare – continua Diabolik -gli potremmo raccontare tutte le problematicità che incontriamo e tutta la repressione che subiamo qui a Roma da anni, quale nessuna altra curva ultras. Faccio un esempio: noi qui a Roma non possiamo fare nulla, ma se un milanista viene a Roma può accendere una torcia e nessuno gli dice nulla. Ci sono atteggiamenti diversi. Però che sia chiaro anche qui sarebbe in mezzo a pregiudicati e indagati". Sì, perché Diabolik non è estraneo a guai con la giustizia: arrestato dopo un periodo di latitanza per traffico di droga nel 2013, per gli inquirenti avrebbe fatto di una "batteria" criminale operante a Ponte Milvio assieme ad alcuni criminali albanesi, un gruppo a disposizione dei gruppi di camorra impiantati a Roma facenti riferimento a Michele Senese. Ma questo era prima del rientro in Curva Nord, e ora tutti sembrano essersi scordati del curriculum di Fabrizio Piscitelli che puntualmente trova spazio per interviste e opinioni sui giornali della capitale. Mancherebbe solo la stretta di mano con Matteo Salvini per coronare il suo ritorno