Virginia Raggi, Luca Lanzalone, Luca Parnasi
in foto: Virginia Raggi, Luca Lanzalone, Luca Parnasi

Nove arresti, sedici indagati in tutto, per ora. Coinvolti politici e imprenditori. Nell'occhio del ciclone la vicenda del nuovo stadio della Roma che dovrebbe, o avrebbe dovuto, essere costruito nell'area di Tor di Valle, periferia sud della Capitale. Al centro delle indagini il ruolo dell'imprenditore romano Luca Parnasi. Il costruttore avrebbe cercato di tessere una rete di contatti politici utili attraverso un sistema corruttivo. Ecco cosa sappiamo finora dell'inchiesta giudiziaria che sta scuotendo la Capitale.

Luca Parnasi: il cuore dell'inchiesta

Luca Parnasi, classe 1977, è presidente del consiglio di amministrazione della Eurnova s.r.l, azienda impegnata nella realizzazione del nuovo stadio della Roma. Le accuse nei suoi confronti sono di corruzione e associazione per delinquere. Parnasi e alcuni suoi collaboratori avrebbero commesso, si legge nell'ordinanza del gip, "una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica amministrazione ed altri ad essi funzionali, commessi al fine di ottenere, mediante l'avvicinamento di pubblici ufficiali, iI compimento operazioni di intermediazione illecita, la promessa e o dazione di denaro e di altre, svariate, utilità, provvedimenti amministrativi favorevoli alla realizzazione del Nuovo Stadio della Roma e di altri progetti imprenditoriali riconducibili all'operatività del sodalizio". Parnasi è identificato come capo e organizzatore dell'associazione: "Impartisce direttive agli altri partecipi, definendone compiti e modalità operative, mantiene i rapporti con gli esponenti del mondo politico, istituzionale, finanziario ed in genere cura prima persona la programmazione e realizzazione delle operazioni delittuose". I suoi collaboratori coinvolti nelle indagini sono Luca Caporilli, Simone Contasta, Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri e Gianluca Talone. Parnasi e i suoi collaboratori si trovano in carcere.

Parnasi e la destra: Palozzi e Bordoni

Adriano Palozzi, finito agli arresti domiciliari, è consigliere regionale, candidato alle elezioni regionali del 04 marzo 2018 nelle liste di "Il Popolo della Libertà — Berlusconi Presidente" e appartenente al gruppo consiliare "PDL — Forza Italia". Palozzi è anche vice Presidente della "VI Commissione – Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica". Parnasi avrebbe versato un contributo economico di 25mila euro nei confronti della PIXTE SOCIAL MEDIA, società direttamente riconducibile a Palozzi, "in assenza della prescritta delibera da parte dell'organo sociale competente e senza annotare l'elargizione nel bilancio d'esercizio".

In una conversazione tra Palozzi e Parnasi: il primo dice che, se dovesse risultare vincitore il centrodestra alle regionali (dello scorso 4 marzo), andrà a fare l'assessore in Regione. Successivamente, chiede a Parnasi di indicargli in quale settore potrà essere più utile e il costruttore risponde l’urbanistica. Nel corso di una conversazione avuta a novembre del 2017 Palozzi e Parnasi, sostiene il gip, parlano esplicitamente di un finanziamento da parte di Parnasi a Palozzi per la campagna elettorale e delle modalità per mascherarli.

Davide Bordoni è consigliere Comunale del Comune di Roma, Gruppo Forza Italia, e Coordinatore Grandi Città di Roma Capitale di Forza Italia e Candidato alle elezioni politiche 2018. Parnasi gli avrebbe concesso un contributo economico ("una imprecisata somma di denaro in contanti", in assenza della prescritta delibera da parte dell'organo sociale competente e senza annotare l'elargizione nel bilancio d'esercizio.

Il rapporto tra i due, sostengono i carabinieri "è certamente esistente da tempo e destinato a perdurare: la dazione di denaro è frutto evidientemente di accordi già stabiliti tra i due e non necessita di richiesta". In una conversazione intercettata si parla di una somma di denaro. Bordoni è stato l'unico consigliere di opposizione ad esprimere voto favorevole alla delibera di conferma della dichiarazione di "pubblico interesse" e di adeguamento del Piano regolatore per il nuovo stadio della Roma.

Parnasi e la sinistra: il caso di Michele Civita

Michele Civita è ex assessore regionale alle Politiche del Territorio e Mobilità della Regione Lazio della prima giunta Zingaretti. Attualmente è consigliere regionale del Partito democratico. Si trova agli arresti domiciliari. Luca Parnasi, sostengono gli inquirenti, prometteva indebitamente a Civita "interventi volti a sollecitare la rapida chiusura in favore della citata società della conferenza di servizi per l'approvazione del progetto dello stadio ed in genere per l'asservimento della funzione agli interessi di Parnasi e del gruppo imprenditoriale a lui riconducibile in violazione dei doveri istituzionali di imparzialità e correttezza". Civita, si legge, avrebbe chiesto l'assunzione del figlio presso una società facente riferimento a Parnasi.  Il 12 marzo scorso Civita chiede a Parnasi: "Io ti voglio chiedere una cortesia per mio figlio…tu me l'avevi detto, no? Per ragioni di opportunità, nulla che riguardi le tue società, ovviamente".

Esiste, sostengono gli inquirenti, "una constante relazione tra Civita e il gruppo Parnasi che consente a quest'ultimo non solo di essere aggiornato in tempo reale rispetto ali' evoluzione del complesso iter di approvazione del progetto dello stadio , ma anche di essere in grado di operare tempestivamente , ancor prima di qualsivoglia comunicazione ufficiale, quegli aggiustamenti ed adeguamenti necessari per la buona riuscita del progetto".

Parnasi e i 5 Stelle: Ferrara e Ostia

Paolo Ferrara è capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio. Indagato, si è autosospeso dal Movimento. L'obiettivo di Parnasi, si legge nell'ordinanza, era "rafforzare i suoi legami con Paolo Ferrara e con Marcello De Vito". Al capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara, indagato, la procura di Roma contesta il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. Parnasi avrebbe promesso a Ferrara, "la realizzazione di un progetto di restyling del municipio di Ostia".  Un premio "per lo svolgimento della sua funzione e per il compimento di singoli atti e comportamenti riconducibili al suo ufficio (con riferimento all'iter procedurale relativo al nuovo stadio della Roma ed in particolare votando a favore della conferma in data 14 giugno 2017, della dichiarazione di pubblico interesse del progetto ‘nuovo stadio della Roma' ) ed in genere per l'asservimento della sua funzione agli interessi del Parnasi e del gruppo imprenditoriale a lui riconducibile".

Tra gli indagati ci sono altri esponenti del Movimento 5 Stelle. C'è Giampaolo Gola, Movimento 5 Stelle, assessore allo Sport del Municipio X. Si sarebbe fatto promettere  da Parnasi, "a titolo di prezzo della propria mediazione illecita nei confronti di Ferrara, un incarico lavorativo presso l'As Roma presso il Coni o in subordine presso la società Ampersand riferibile al Parnasi". C'è anche Daniele Piva, avvocato e candidato non eletto alla Camera per il Movimento 5 Stelle.

Parnasi e Luca Lanzalone, il delegato della Raggi per lo Stadio

Luca Lanzalone era presidente di Acea (si è dimesso) e consulente del Comune di Roma nelle questioni inerenti allo stadio della Roma. Virginia Raggi ha affermato di aver conosciuto Lanzalone grazie agli attuali ministri Fraccaro e Bonafede. Oggi è stata chiamata dai pm per raccontare i suoi rapporti con l'ex presidente Acea. La procura di Roma ha affermato che la sindaca non è coinvolta nelle indagini.

Queste le accuse a Lanzalone: Parnasi prometteva ed effettivamente erogava in favore di Lanzalone molteplici utilità e tra queste l'affidamento (o la promessa di affidamento) di lucrosi incarichi in favore del suo studio legale. Questo per lo "per lo svolgimento della sua funzione e per il compimento di singoli atti e comportamenti riconducibili ad essa (ed in particolare rilasciando informazioni sullo stato delle pratiche amministrative in corso, partecipando alla delibera di conferma della dichiarazione di Pubblico interesse ed all'intero iter procedurale relativo al Nuovo Stadio della Roma ) ed in genere per l'asservimento della funzione agli interessi di Parnasi in violazione dei doveri istituzionali di imparzialità e correttezza". Lanzalone è agli arresti domiciliari.

Parnasi e i rapporti con Malagò

Così si legge in una nota diffusa dal Coni: "Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha appreso questa mattina dalla lettura di alcuni quotidiani di essere indagato nell'ambito di un procedimento penale. Ha subito dato incarico al suo legale, avvocato Carlo Longari, di chiedere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma di essere interrogato quanto prima per chiarire la sua posizione". Dalle indagini emerge un rapporto duraturo tra il numero uno del Coni e Parnasi.

Parnasi e la cena con Giancarlo Giorgetti

Nell'informativa dei carabinieri si parla di una cena tra Parnasi e Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega e attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Il 12 marzo il costruttore romano tenta di organizzare un incontro con il leghista, "ma anche un caffè va bene". Poi si mettono d'accordo via chat: "Passo a prenderti e vogliamo stare a cena insieme? Ci vediamo in aeroporto alle 18 e 15". All'incontro c'è anche Luca Lanzalone.

Matteo Salvini ha risposto in merito: "La cena con Giorgetti? E che ne so? Anche io in passato e mi autodenuncio, ero andato a vedere una partita all'Olimpico con Parnasi: non faccio il giudice, se ha commesso reati è giusto che paghi. Lo conosco come persona corretta e simpatica ma non spetta a me giudicare".