Il capogruppo in Campidoglio, Paolo Ferrara, un assessore municipale, due candidati alle scorse elezioni politiche e Luca Lanzalone, avvocato prestato alla causa del Movimento 5 Stelle e attuale presidente di Acea proprio su nomina dell'amministrazione Raggi. Quella sullo stadio della Roma è un'inchiesta giudiziaria che rischia di travolgere i vertici romani del movimento fondato da Beppe Grillo. Il ruolo di Lanzalone, finito oggi ai domiciliari, è centrale nell'inchiesta coordinata dalla procura di Roma e che ha portato all'arresto di nove persone. Il legale inviato a Roma da Grillo e Casaleggio, di fatto consulente della sindaca Raggi nelle questioni inerenti al progetto dello stadio di Tor di Valle, è stato fondamentale per la chiusura del nuovo accordo tra il costruttore Parnasi e il Comune.  Tra il gennaio e il febbraio del 2017 portò avanti con successo una mediazione con l'amministrazione comunale e la Eurnova, la società di Parnasi che ha portato alla modifica del primo progetto con, tra gli altri cambiamenti, la cancellazione delle due torri grattacielo che sarebbero dovute sorgere in prossimità del'impianto. A Luca Lanzalone, Parnasi "prometteva ed effettivamente erogava molteplici utilità. E tra questi l'affidamento o la promessa di affidamento di lucrosi incarichi in favore dello studio legale Lanzalone&partners per oltre 100mila euro", spiegano gli inquirenti.

Parnasi e la promozione per Roberta Lombardi

Sul suo operato aveva sollevato perplessità l'ex deputata ed ex candidata del Movimento 5 Stelle alle Regionali Roberta Lombardi. Il coinvolgimento di Lanzalone "deve far suonare con forza il nostro allarme interno: perché non solo i portavoce del Movimento, ma tutti coloro che con noi collaborano, devono avere le mani pulite e rimanere sempre al di sopra di ogni sospetto. La presunzione di innocenza vale per tutte le persone coinvolte nell'inchiesta ma, nell'attesa di conoscere meglio il lavoro della magistratura, dobbiamo ribadire che il nostro primo interesse è stroncare ogni fenomeno di corruzione, anche potenziale. Se qualcuno ha commesso reati dovrà pagare, e pagare caro". L'imprenditore Luca Parnasi, il costruttore che avrebbe dovuto realizzare lo stadio e che oggi è stato arrestato, avviò, sostengono gli inquirenti, "un'attività di promozione in favore del candidato alla Regione Roberta Lombardi al fine di ottenere favori dal mondo 5 Stelle". Lombardi ha affermato di aver incontrato Parnasi una sola volta alla camera dei deputati. "Non c'è mai stato alcun contatto ulteriore, nessun seguito e nessuno fattivo contributo, nemmeno una telefonata. Non possiedo nemmeno il suo numero di telefono", ha dichiarato l'esponente 5 Stelle.

Le promesse a Paolo Ferrara

L'obiettivo di Parnasi, si legge nell'ordinanza, era "rafforzare i suoi legami con Paolo Ferrara e con Marcello De Vito", che gli avrebbero chiesto aiuti per la campagna di Lombardi "in quanto ricoprono rilevanti incarichi nell'ambito dell'amministrazione capitolina, svolgono un ben preciso ruolo nell'approvazione nel progetto dello stadio, e l'aiuto crea i presupposti per lo sviluppo di ulteriori progetti imprenditoriali, essendo la Lombardi, oltre che candidata alla Regione, personaggio di spicco dei 5 Stelle a livello nazionale".

Al capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara, indagato, la procura di Roma contesta il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio in concorso con Parnasi e con due suoi collaboratori. Parnasi avrebbe promesso a Ferrara, "la realizzazione di un progetto di restyling del municipio di Ostia". Questo come ‘premio' "per lo svolgimento della sua funzione e per il compimento di singoli atti e comportamenti riconducibili al suo ufficio (con riferimento all'iter procedurale relativo al nuovo stadio della Roma ed in particolare votando a favore della conferma in data 14 giugno 2017, della dichiarazione di pubblico interesse del progetto ‘nuovo stadio della Roma' ) ed in genere per l'asservimento della sua funzione agli interessi del Parnasi e del gruppo imprenditoriale a lui riconducibile".

Gli altri: Gola, Piva e Vaglio

Tra gli indagati c'è anche Giampaolo Gola, Movimento 5 Stelle, assessore allo Sport del Municipio X. Sfruttando le sue relazioni con Ferrara, si sarebbe fatto promettere  da Parnasi, "a titolo di prezzo della propria mediazione illecita nei confronti di Ferrara, un incarico lavorativo presso l'As Roma presso il Coni o in subordine presso la società Ampersand riferibile al Parnasi". Indagato per corruzione Daniele Piva, avvocato e candidato non eletto alla Camera per il Movimento 5 Stelle. A quest'ultimo, si legge sempre nell'ordinanza, "è contestata la materiale compilatura di una fattura per attività professionale mai eseguita da 16.032 euro, al fine di consentire alla società destinataria della fattura di evadere le imposte sui redditi". Indagato anche Mauro Vaglio, candidato non eletto al Senato del Movumento 5 Stelle e presidente degli avvocati romani. A lui viene contestato dagli inquirenti di "aver compilato la fattura per operazioni oggettivamente inesistenti" per consentire alla societa' Eurnova o ad altre società del gruppo Parnasi di "evadere le imposte sui redditi".