Addio allo stadio della Roma? Il terremoto politico giudiziario che ha portato all'arresto per corruzione del costruttore Luca Parnasi e cinque suoi collaboratori, dell'ex assessore del Pd alla Regione Lazio Michele Civita, del consigliere di Forza Italia alla Pisana Adriano Palozzi e del presidente di Acea Luca Lanzalone, potrebbe mettere la parola fine sul nuovo impianto sportivo progettato a Tor di Valle. Intanto l'iter di approvazione è congelato: terminata la conferenza dei servizi alla Regione Lazio, a giorni sarebbe iniziato l'iter per l'approvazione definitiva della variante urbanistica con una delibera comunale che, nei piani della maggioranza sarebbe stata licenziata dall'Assemblea Capitolina entro la fine di luglio.

Da quanto si apprende a capo dell'Eurnova Srl, la società di Parnasi, arriverà un commissario e dovranno essere vagliati tutti gli atti che riguardano l'opera per stabilirne la legittimità. Una circostanza questa che nei fatti paralizza l'iter di approvazione e di inizio dei lavori. Estranea alle indagini la società sportiva As Roma, il cui presidente James Pallotta ha ribadito ieri la volontà di andare avanti: "Dal mio punto di vista la Roma non c’entra, costruiremo lo stadio. Tutti lo vogliono, facciamolo”. Ma potrebbe essere più complicato di così.

Il Movimento 5 stelle e la Roma vogliono andare avanti con lo stadio

Anche la sindaca Virginia Raggi nella giornata di ieri aveva espresso con forza la volontà di andare avanti con il progetto: "Chi ha sbagliato pagherà, noi siamo dalla parte della legalità. Se è tutto regolare, spero che progetto stadio possa andare avanti". Anche dai big del M5s arriva la stessa indicazione. E se il vicepremier Luigi Di Maio annuncia di aver chiamato i probiviri per vagliare le posizioni degli esponenti del MoVimento indagati (in particolare il capogruppo in Campidoglio Paolo Ferrara), il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli pur dicendosi "molto preoccupato", ha ribadito il buon lavoro svolto dalla giunta con il nuovo progetto.

Raggi: "Una vergogna i giornali di oggi, querelo"

Non nasconde la sua rabbia Virginia Raggi, che attacca la stampa: "La rassegna stampa è vergognosa, io non c'entro niente e non c'è un giornale che abbia avuto il coraggio di riportare questa notizia. Il Comune, i romani e la As Roma sono la parte lesa. Oggi partono le querele". L'inchiesta coinvolge, oltre al capogruppo Paolo Ferrara del M5s, anche l'avvocato Luca Anzalone, presidente di Acea nominato proprio da Raggi e arrivato a Roma proprio per gestire il dossier stadio. A lui Parnasi avrebbe offerto consulenze per 10o.000 euro.

Lanzalone si dimette da presidente Acea

Luca Lanzalone si è dimesso da presidente di Acea. "L'avvocato Lanzalone ha rimesso il mandato di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea SpA". Così si legge in una nota Acea. "Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 21 giugno 2018, assumerà le opportune determinazioni al riguardo", conclude la nota.

"Da noi, come ho sempre detto, non esiste la presunzione di innocenza per reati gravi come la corruzione. Ieri si è autosospeso Ferrara, altrimenti lo avremmo espulso noi, e Lanzalone si deve dimettere perché non è pensabile che una persona ai domiciliari stia ancora ad Acea. Mi aspetto nelle prossime ore questo gesto". Queste le parole del vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio intervistato da Rtl 102.5.