Corruzione per lo stadio della Roma: 9 arresti all'alba, tra cui il costruttore Luca Parnasi. Solo ieri sera la sindaca di Roma Virginia Raggi, in un post su Facebook annunciava come la delibera sul nuovo Stadio della Roma fosse pronta a sbarcare in Campidoglio, riproponendo l'hashtag #UnoStadioFattoBene e rivendicando la trasparenza e il lavoro fatto negli scorsi mesi. Mai tempismo fu così sfortunato: questa mattina all'alba la doccia gelata con gli arresti e le perquisizioni. In manette, oltre a Parnasi, il consigliere regionale di Forza Italia Adriano Palozzi e il presidente di Acea, l'avvocato Luca Lanzalone nominato proprio da Raggi e che avrebbe gestito proprio il delicato dossier dello stadio facendo da mediatore con Parnasi e la società sportiva.

"Lo stadio a Tor di Valle si avvicina. – scriveva la sindaca ieri sera – Voglio aggiornarvi: ieri a mezzanotte è scaduto il tempo per presentare osservazioni al progetto. Ne sono arrivate 31. E già da questa mattina ci siamo messi al lavoro per rispondere nel merito. Non perdiamo tempo. Quest'opera – che noi abbiamo modificato ottenendo il taglio delle cubature di cemento e aumentando il verde – porterà nuovi posti di lavoro e migliorerà la vita degli abitanti nel quadrante sud della città. Tutti i cittadini potranno leggere la documentazione della Conferenza dei servizi sul portale di Roma Capitale. #UnoStadioFattoBene, un progetto unico, innovativo, moderno e rispettoso dell’ambiente perché ecosostenibile ma al tempo stesso tecnologicamente all’avanguardia. Vogliamo che il sogno dello stadio a Tor di Valle diventi presto realtà".

Il sogno però rischia di tramutarsi in incubo per l'amministrazione di Virginia Raggi e il Movimento 5 stelle di Roma, convertitosi una vol