Lo sgombero di piazza Indipendenza nell’agosto 2017
in foto: Lo sgombero di piazza Indipendenza nell’agosto 2017

Ormai è cosa nota: esiste una lista di 24 stabili da sgomberare nella capitale. Si tratta di centri sociali e case occupate un po' in tutta la città. I primi interventi sono attesi nelle prossime settimane. In cima alle priorità ci sarebbero le occupazioni abitative di via Cardinal Capranica, a Primavalle, e di viale del Caravaggio, a Tor Marancia. Nell'elenco figurano anche centri sociali come Acrobax a Marconi e il Nuovo Cinema Palazzo a San Lorenzo. E al Viminale sarebbero determinati ad andare fino in fondo questa volta.

Non è un segreto che uno degli obiettivi di Matteo Salvini a medio termine è la conquista del Campidoglio, magari con un candidato sindaco della Lega. Un vero e proprio chiodo fisso. Il Carroccio alle ultime elezioni europee nelle circoscrizioni della capitale si è affermato come primo partito nel centrodestra, e secondo in assoluto alle spalle del Partito Democratico, con un successo senza precedenti. Ma il lavoro da fare è ancora tanto. La Lega ha cominciato nell'ultimo anno a strutturarsi davvero come un partito pesante anche a Roma, accogliendo transfughi dalle altre forze della destra ma anche del Movimento 5 stelle, si aprono sedi e si fanno iniziative sul territorio. La destra sociale ha una lunga tradizione nella capitale, oggi la Lega ne vuole raccogliere il testimone e Fratelli d'Italia rischia di essere fagocitato dall'alleato.

E proprio l'attacco ai centri sociali e alle occupazioni abitative potrebbe essere l'inizio della campagna elettorale di Salvini nella capitale. Un modo per intestarsi in prima persona dei risultati, di metterci la faccia oltre gli attacchi a Virginia Raggi lanciati ormai con cadenza quasi giornaliera a mezzo stampa. Inoltre proprio la sindaca – che non sembra avere nessuno interesse ad aprire un nuovo fronte di conflitto nella città – si troverebbe a gestire le conseguenze degli sgomberi, tra proteste e centinaia di persone senza più un tetto. Raggi verrebbe messa in difficoltà, stretta tra la necessità politica di non ammainare la bandiera della legalità, e l'incapacità di trovare soluzioni concrete alle occupazioni: una casa per chi non ne ha una, e un percorso di riconoscimento e regolarizzazione dei centri sociali come fu già fatto negli anni '90. Eppure il Movimento 5 stelle, almeno a parole, avrebbe a disposizione il vasto armamentario giuridico elaborato durante la stagione dei movimenti per i beni comuni per trovare delle soluzioni. Idee che erano nel dna del "vecchio" M5s, quello che scandiva "Ro-do-tà" "Ro-do-tà" proponendo proprio il giurista che aveva fatto del riconoscimento dei beni comuni la sua battaglia come Presidente della Repubblica. Ma è acqua passata.

Per la Lega e il centrodestra la polarizzazione sulla linea dura sugli sgomberi potrebbe poi avere un altro effetto positivo: avvicinare le posizioni di Movimento 5 stelle e Partito Democratico, così da fagocitare l'elettorato grillino più attratto dalle parole d'ordine di Matteo Salvini, creando una situazione di bipolarismo di fatto. La normalizzazione della città con più centri sociali e case occupate d'Italia è un test politico a tutto tondo, che non riguarda solo la sopravvivenza o meno di alcune di queste esperienze. In tanto il variegato fronte delle occupazioni si prepara a resistere facendo fronte comune di fronte alla minaccia imminente: il prossimo 22 giugno un corteo "per una città aperta e contro gli sgomberi" attraverserà la capitale. Appuntamento a Piazza Vittorio: comincia il braccio di ferro.