
Dopo 23 anni consecutivi, Roma ha rischiato che il concerto di Capodanno non si facesse. Pochi soldi in cassa e la gestione commissariale guidata da Francesco Paolo Tronca che evidentemente aveva altre priorità. Dopo una selva di polemiche alla fine il concerto si farà grazie all'impegno delle associazioni di categoria e del governo, con l'intervento diretto del ministro Dario Franceschini.
In tanti hanno tirato un sospiro di sollievo. Dopo un anno al cardiopalma per la città, sconvolta dall'inchiesta su mafia capitale, al centro di infinite polemiche politiche, tra trasporti al collasso e funerali in pompa magna di boss mafiosi, nel mirino delle critiche dei grandi quotidiani del mondo, che ha visto la telenovela delle dimissioni prima e della cacciata poi di Ignazio Marino.
Nella città capitale di uno dei paesi più importanti d'Europa, dove da vent'anni ci sentiamo raccontare che il futuro è nel turismo e nella cultura, un evento finanziato con soldi pubblici e gratuito, con nomi importanti del panorama artistico e musicale dovrebbe essere una cosa scontata, di routine. Una festa per aspettare l'anno nuovo che riempia le strade e attragga turisti e romani a vivere la città, magari per lasciarsi alle spalle un anno così complicato.
Ma a Roma la "normalità" e la "routine" non si sa più cosa sia, ogni cosa è gestita in uno stato di continua emergenza, ogni aspetto della vita della città è occasione di scontro. Così anche il concerto di fine anno è una cosa difficile. Non solo si è rischiato che l'evento non si facesse, ma anche la scaletta degli artisti diventa occasione di polemica.
Prima l'artista Fiorella Mannoia su Facebook denuncia la sua esclusione dopo la proposta arrivata dagli organizzatori, lasciando intendere che sia stata fatta fuori per precise ragioni politiche dopo le sue critiche rivolte al governo Renzi. Poi, dopo la campagna di solidarietà inscenata dal Movimento 5 Stelle la stessa cantante invita ad abbassare i toni.
Perché la Mannoia è stata esclusa? Chi lo ha deciso e perché? Si tratta davvero di una scelta dettata dalla politica? Questi sono interrogativi che meriterebbero una risposta. Ma ancora di più romani e non si meritano un bell'evento, una festa che riempia le strade. E il pubblico e la politica hanno il dovere di organizzarlo al meglio, costruendo una serata dal profilo culturale alto e allo stesso tempo fruibile da tutti.