Federico Zeoli
in foto: Federico Zeoli

"Mi dispiace per la bimba, ma per mio fratello no". Così la sorella di Federico Zeoli, il ragazzo arrestato per aver picchiato la figlioletta della compagna a Genzano, in provincia di Roma, ha risposto alla cronista di Fanpage che l'ha incontrata nel paese dei Castelli romani teatro della brutale aggressione. La notte del 13 febbraio Federico Zeoli, un ragazzo di 24 anni, ha picchiato e preso a morsi una delle tre figlie della sua compagna, una bimba di due anni, riducendola in fin di vita: "La bambina piangeva troppo, non ce la facevo più a sentirla. Così l'ho picchiata fino a che non ha smesso di respirare", ha confessato alla polizia il 24enne, adesso in carcere con le accuse di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia.

La sorella di Federico è apparsa impaurita

A Genzano, dove Federico e la sua compagna, la 23enne Sara, abitavano da pochi mesi, sono tutti sconvolti per la brutale aggressione. Anche la sorella di Federico, che è però sembrata soprattutto impaurita davanti alle domande della giornalista. Tanti i "non so", tante le risposte elusive da cui comunque traspare un rapporto col fratello non proprio idilliaco: "Lui fa le sue cose e io le mie", ha detto la ragazza, incontrata davanti all'autolavaggio gestito dal suo compagno (i due hanno una bambina) che si trova a circa un chilometro dall'abitazione teatro dell'assurda e violenta aggressione. Difficile immaginare che la sorella non sapesse nulla di Federico, e di fatto la ragazza ha detto che era a conoscenza della sua relazione con Sara e che aveva anche conosciuto le bambine che la giovane aveva avuto da una precedente relazione e che Federico aveva promesso di amare come se fossero le sue figlie: "Quando ci siamo conosciuti io gli ho detto che un uomo deve prima volere bene alle mie figlie e poi a me", ha detto oggi la mamma delle bimbe alla trasmissione "Pomeriggio 5".

La sorella di Federico non ha fornito informazioni utili a capire se il 24enne aveva già manifestato in passato atteggiamenti violenti o se addirittura soffra di schizofrenia, come emerso negli scorsi giorni. Ma la risposta alla domanda diretta, e cioè se sia o meno dispiaciuta per quanto accaduto, è certamente indicativa del fatto che tra lei e il fratello non corresse buon sangue: "Mi dispiace per la bimba, ma per lui no". Adesso la bimba picchiata continua a essere ricoverata in prognosi riservata all'ospedale Bambino Gesù di Roma, anche se le sue condizioni sarebbero in lento miglioramento. Lei, la sua gemellina che ha assistito impotente all'aggressione e l'altra figlia di Sara sono state tolte alla madre e momentaneamente affidate a una casa famiglia: sia la ragazza sia il suo compagno a quanto pare stavano attraversando un momento di difficoltà anche perché entrambi disoccupati.

(Ha collaborato Simona Berterame)