Sta meglio la bambina di due anni ricoverata in gravi condizioni da otto giorni all'ospedale Bambino Gesù di Roma, dopo che Federico Zeoli, il compagno della mamma, l'aveva massacrata di botte nella loro casa di Genzano perché "piangeva troppo", come ha confessato ai carabinieri che lo hanno arrestato. Se la piccola è ormai fuori pericolo di vita ed è uscita dal reparto terapia intensiva, le conseguenze della brutale violenza subita vanno ancora valutate nel loro complesso e ci vorranno settimane. In particolare continua l'osservazione dello stato neurologico della bambina.

"Sciolta la prognosi riservata per la paziente di 22 mesi ricoverata da mercoledì della scorsa settimana nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. – si legge nella nota diffusa pochi minuti fa – La bambina è stata trasferita dall’area intensiva ad un reparto di degenza ordinaria. Le condizioni di salute sono stabili. Proseguono le cure del caso e l’osservazione clinica dello stato generale e neurologico".

Il brutale pestaggio la sera del 13 febbraio

La brutale aggressione è avvenuta la sera del 13 febbraio a Genzano di Roma, comune dei Castelli romani. In casa c'erano solo Federico Zeoli e due delle tre figlie della compagna. Il giovane si è scagliato con violenza contro una delle due, davanti allo sguardo impotente dell'altra. Poi aveva chiamato la compagna dicendo che la piccola si era sentita male. Una volta trasportata in ospedale i medici avevano notato sul corpo della bimba i chiari segni delle violenze subite: il compagno della madre della piccola, messo alle strette dai carabinieri, ha confessato il pestaggio e si trova adesso in carcere con l'accusa di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. Secondo gli inquirenti l'uomo potrebbe aver picchiato già in passato sia la bimba finita in ospedale sia le sue sorelline.