Terremoto politico nella capitale, è stato arrestato e tradotto in carcere questa mattina il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Marcello De Vito. Al suo secondo mandato in Campidoglio è il presidente dell'Assemblea Capitolina. Per lui l'accusa è quella di corruzione in relazione alla costruzione dello stadio della Roma a Tor di Valle. L'indagine denominata "Congiunzione Astrale", ha portato all'arresto in tutto di quattro persone, due ai domiciliari e due in carcere, mentre in tutto sono 11 gli indagati per corruzione, traffico di influenze illecite, evasioni di imposte e false fatturazioni. Non sono ancora noti i nomi degli altri indagati. Secondo l'accusa De Vito avrebbe favorito il costruttore Luca Parnasi nel costruire lo stadio della Roma, ma avrebbe intercesso anche per la realizzazione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e si sarebbe interessato – all'interno dello scambio corruttivo – dell'iter di riqualificazione dell'area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense abusando della sua posizione.

Perquisiti uffici in Campidoglio e sede Acea

Il procuratore Paolo Ielo e i pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli, titolari dell'inchiesta, avrebbero ricostruito l'elargizione di presunte tangenti, incassate direttamente o indirettamente a favore di De Vito. Al momento non sono noti maggiori particolari e i carabinieri di via dei Selci, che hanno eseguito l'ordinanza di arresto, stanno perquisendo l'abitazione di De Vito e alcuni uffici del Campidoglio, ma anche nella sede di Acea.

Virginia Raggi: "A Roma non c'è spazio per la corruzione"

Questa la prima reazione della sindaca Raggi: "Nessuno sconto. A Roma non c'è spazio per la corruzione. Chi ha sbagliato non avrà alcuno sconto da parte di questa amministrazione. La notizia dell'arresto di Marcello De Vito è gravissima: ho piena fiducia nella magistratura e nel lavoro dei giudici. Una cosa è certa: nessuna indulgenza per chi sbaglia. Ho dichiarato guerra alla corruzione e respinto i tentativi di chi vuole fermare l'azione di pulizia che portiamo avanti. Qui non c'è spazio per ambiguità. Non c'è spazio per chi immagina di poter tornare al passato e contaminare il nostro lavoro. Avanti fino in fondo, senza se e senza ma, per la legalità".

Di Maio: "Decido io, De Vito espulso"

Con un post su Facebook il capo politico e vicepremier del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio ha annunciato l'espulsione di De Vito dal Movimento. "Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri. – ha comunicato – Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto.
Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del MoVimento, è inaccettabile. De Vito non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi.

Indagati imprenditori Claudio e Pierluigi Toti

Indagati a piede libero gli imprenditori Claudio Toti, patron della squadra di basket della capitale Virtus Roma e Pierluigi Toti. Secondo l'accusa l'esponente del Movimento 5 stelle aveva chiesto agli imprenditori 110.000 euro in cambio del loro interessamento ai progetti di riqualificazione degli ex mercati generali di via Ostiense. In manette anche Camillo Mezzacapo, considerato vicinissimo a De Vito, che avrebbe percepito proprio da una società dei Toti 48mila euro. Coinvolti anche Fortunato Pititto Gianluca Bardelli, entrambi ai domiciliari, un altro avvocato,Virginia Vecchiarelli e Sara Scarpari amministratore della società Mdl srl, società facente capo a Mezzocapo e allo stesso De Vito. Nell'ordinanza compaiono anche i nomi dell'imprenditore del mattone Giuseppe Statuto e dello stesso Luca Parnasi.

 

Il ruolo dell'avvocato Camillo Mezzacapo

Secondo il gip l'avvocato Camillo Mezzacapo avrebbe ricoperto il ruolo di "procuratore" di Marcello De Vito, presentando all'esponente politico come la situazione debba essere sfruttata al massimo in ragione della rilevante circostanza che il suo potere di influenza e di intervento già consistente in virtù dell'incarico rivestito nonché della risalente appartenenza alla parte politica che ha espresso il sindaco di Roma Capitale, siano notevolmente amplificati per il fatto che il Movimento risulta essere non più solo al governo della città ma al governo del Paese".  "Questa congiunzione astrale … è tipo l'allineamento della cometa di Halley, hai capito? Cioè è difficile secondo me che si riverifichi così …. e allora noi, Marcè, dobbiamo sfruttarla sta cosa, secondo me, cioè guarda…ci rimangono due anni", dice Mezzacapo in un'intercettazione di poco più di un mese fa. L'avvocato avrebbe intascato tangenti e utilità da spartire poi con l'esponente politico.

Il ruolo di De Vito nei rapporti tra M5s e Parnasi

Il nome di Marcello De Vito usciva più di una volta nelle carte dell'inchiesta sullo stadio della Roma. Secondo il gip Luca Parnasi si era interessato per sostenere Roberta Lombardi – a cui De Vito è considerato vicinissimo – nella sua corsa alla Regione Lazio. Il costruttore così "rafforza i suoi legami con Paolo Ferrara e Marcello De Vito, che gli hanno avanzato tale richiesta in quanto ricoprono rilevanti incarichi nell’ambito dell’amministrazione capitolina. I due svolgono un ben preciso ruolo nell’approvazione nel progetto dello stadio”.

Roberta Lombardi: "Onestà deve essere la nostra stella polare"

E proprio Roberta Lombardi su Twitter è stata tra le prime a commentare l'arresto di De Vito, a cui è unita da un lungo rapporto di vicinanza politica: "Gravissime le accuse che hanno portato all'arresto di Marcello #DeVito. Ripongo la massima fiducia nel lavoro della magistratura con l'auspicio che si faccia chiarezza al più presto su questa inquietante vicenda. L'onestà deve essere sempre la nostra stella polare".

Le prime reazioni del M5s: "Fatti gravissimi"

"I fatti contestati a Marcello De Vito sono gravissimi: in questo momento, ancor più di prima, è necessario ribadire la piena e totale fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine. Non si può rimanere in silenzio. La corruzione è un male che colpisce in qualsiasi forza politica e bisogna essere intransigenti", cosi' Nicola Morra presidente della Commissione parlamentare Antimafia del M5s. Dai vertici del MoVimento l'unica altra reazione è quella di Sibilia che parla di un "episodio triste" di fronte al quale serve una "reazione dura".

Pd: "Noi su De Vito garantisti"

Dal Partito democratico la prima reazione è quella di Marco Miccoli, coordinatore nazionale della comunicazione:  "Non abbiamo nulla da dichiarare sulla vicenda giudiziaria che riguarda il presidente del consiglio comunale di Roma, Marcello De Vito. Fiducia nella magistratura. Se daremo un giudizio, lo daremo alla fine dell'iter processuale. Lo dico ai 5Stelle: noi siamo garantisti sempre. Non a secondo delle convenienze e delle persone che vengono indagate". Gli fa eco Anna Ascani: "Il M5s impari garantismo e chieda scusa per giustizialismo manettaro".

Inchiesta stadio della Roma

Nel giugno del 2018 il filone principale dell'inchiesta sulla costruzione dello stadio della Roma portava all'arresto del costruttore Luca Parnasi e di alcuni suoi stretti collaborati, vedendo coinvolti anche diversi esponenti politici, in particolare Pier Michele Civita del Pd, Adriano Palozzi e Davide Bordoni di Forza Italia. Indagato e poi prosciolto il capogruppo del M5s in Campidoglio Paolo Ferrara. Il 10 dicembre scorso invece un altro filone dell'inchiesta portava al coinvolgimento di Luca Lanzalone, avvocato nominato dal Movimento 5 stelle al vertice di Acea e uomo indicato dai vertici del M5s per intervenire a Roma in supporto alla sindaca Virginia Raggi.