Il balletto di addii e strappi in Campidoglio arriva quasi subito l'inizio dell'avventura del Movimento 5 stelle, l'ultimo ieri: l'autosospensione e le riconsegna delle deleghe da parte di Daniele Frongia, fedelissimo della Raggi e assessore allo Sport indagato per corruzione nella vicenda Stadio della Roma. L'ennesima tegola è arrivata dopo il terremoto arrivato per l'arresto per corruzione del presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito.  A pochi mesi dall'insediamento se ne va Carla Raineri, capo di gabinetto della sindaca Virginia Raggi che sbatte la porta perché si sente assediata – come spiegherà anche in tribunale – dai fedelissimi della sindaca, in particolare da Raffaele Marra (arrestato per corruzione) e dall'ex caposegreteria Salvatore Romeo (allontanato dopo l'imbarazzante storia delle polizze assicurative intestate proprio alla sindaco). È il 1 settembre del 2016 e quello di Raineri solo il primo cambio ai vertici di Campidoglio, staff e municipalizzate, ma soprattutto in giunta dove sono ormai 10 gli assessori allontanati o che hanno rassegnato le proprie dimissioni. Per quanto riguarda Atac hanno salutato i due manager Marco Rettinghieri e Armando Brandolese, poi sarà la volta del milanese Bruno Rota che, dopo pochi mesi al vertice, lascia la poltrona di presidente seguito dall'amministratore unico Manuel Fantasia. E anche per Ama i manager chiamati dall'amministrazione Raggi non durano molto, come Alessandro Solidoro, anche lui arrivato da Milano lascia dopo solo un mese i vertici di Ama. In Ama lascieranno anche Antonella Giglio e Stefano Bina.

Marcello Minenna: decide di andarsene il 1 settembre del 2016, in coincidenza con la revoca della nomina della Raineri, lasciando la poltrona di super assessore a Bilancio e Municipalizzate. Subito il dirigente Consob lancerà un'accusa che getterà immediatamente un'ombra sul gruppo di potere insediatosi attorno alla sindaca Raggi:“In questi mesi ho anche respinto interferenze e ‘compromessi’ al ribasso sempre interloquendo con tutti nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali”.

Raffaele De Dominicis: la sua è una nomina lampo, dura meno di 24 ore. Chiamato a sostituire Minenna sulla poltrona del Bilancio,  l'ex procuratore generale della Corte dei Conti emergerà essere indagato per abuso di ufficio.

Paola Muraro: il 13 dicembre 2016 si dimette l'assessora all'Ambiente. Muraro lascia dopo aver ricevuto un avviso di garanzia che riguarda il periodo in cui lavorava come consulente per Ama.

Paolo Berdini: l'urbanista e anima "della sinistra" all'interno della giunta si allontana dopo un lungo tira e molla sulla vicenda stadio della Roma, al cui progetto è fermamente contrario. Galeotta sarà un'intervista "rubata" in cui lancia accuse pesanti alla giunta Raggi, critiche confermate dopo l'addio: "Dovevamo riportare la città nella piena legalità e trasparenza, invece si continua sulla strada dell’urbanistica contrattata, che ha provocato immensi danni alla Capitale". È il 14 dicembre 2017.

Andrea Mazzillo: il 1 agosto del 2017 il terzo assessore al Bilancio dell'amministrazione rimette le deleghe al Patrimonio. Il 24 agosto la sua sostituzione definitiva.

Massimo Colomban: l'imprenditore, indicato dai vertici del M5s per ricoprire l'incarico di assessore alle Partecipate, se ne va dopo poco più di un anno dalla nomina il 13 ottobre 2017. Il suo è un addio soft nei confronti dell'amministrazione: "fintantoché Roma non avrà almeno un miliardo di maggiori risorse per le infrastrutture e i servizi non riuscirà a fare miracoli”

Adriano Meloni: rimandate più di una volta il 27 marzo 2018 si dimette l'assessore al Commercio e al Turismo. Parla di ragioni familiari e lavorative, ma sono noti gli incidenti con la maggioranza pentastellata, prima di tutto attorno al nodo delle concessioni degli stalli per il commercio ambulante.

Alessandro Gennaro: il 22 maggio 2018 lascia l'incarico di assessore alle Partecipate. Anche il quarantenne commercialista, revisore legale e docente della Sapienza in Finanza del Governo d’impresa, parlerà di ragioni personali dietro la sua scelta.

Pinuccia Montanari: subissata più di una volta dalle critiche per le sue dichiarazioni, l'assessora all'Ambiente si dimette l'8 febbraio del 2019: contesta la scelta dell'amministrazione di bocciare il bilancio di Ama, parlando di una decisione "incomprensibile".

Daniele Frongia: fedelissimo della sindaca, esponente di primo piano del Movimento 5 stelle romano e assessore allo Sport. Frongia si dimette il 21 febbraio 2018 rimettendo le deleghe nelle mani della sindaca dopo la notizia di un'indagine per corruzione che lo riguarda all'interno del filone di inchiesta sulla costruzione dello stadio della Roma.