
"Conosco Del Grosso da moltissimi anni, ma negli ultimi tre giorni l'amicizia si è trasformata in una relazione". Toglie il fiato la prima riga della deposizione di Giorgia riportata nell'ordinanza di convalida degli arresti di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino per l'omicidio di Luca Sacchi. Un lungo stralcio dell'interrogatorio riportato per intero al termine delle sette pagine che ricostruiscono cosa è accaduto prima e dopo che Valerio preme il grilletto della calibro 38. La storia di una compra vendita di 2000 euro di marijuana finita con la morte di una ragazzo di 25 anni.
È da Giorgia che Valerio corre dopo aver sparato. Luca è ancora vivo, lotta tra la vita e la morte, e forze ancora non è consapevole pienamente che non può avere scampo. Il 21enne torna verso casa e scrive a Giorgia di vedersi per una "passeggiata", lei acconsente e quando scende vede Valerio scendere dalla Smart guidata da Paolo. Prendono la sua auto e cominciano a girare per il quartiere, lui è nervoso, ma minimizza la gravità dei fatti ("dopo ripetute richieste di spiegazioni, Valerio mi ha riferito che mentre era in compagnia di Paolo Pirino lo stesso aveva dato una bastonata a una persona"). Si fa portare da diversi amici, scende dall'auto scambia alcune informazioni e poi risale, lei non sente nulla.
Si fanno le 3.00 e gli chiede di andare a casa: "Chiedevo a Valerio di essere accompagnata a casa, ma la stesso mi chiedeva di andare a dormire con lui in un hotel perché era meglio non tornarci". Lei acconsente, ma in hotel discutono, Giorgia vuole sapere cosa è accaduto e lui continua a minimizzare "ho fatto un casino", le dice", "ho esagerato" si limita a raccontare. La mattina dopo si svegliano presto, Valerio deve andare in pasticceria dove lavora. Ma alle 12.00 se na va, non regge la tensione, e torna da Giorgia le chiede di mangiare insieme: vanno a Trastevere a mangiare fuori in un ristorante di un amico di Valerio. Prova a rilassarsi Valerio, ma ormai il cerchio si sta stringendo attorno a lui, e alle 20.30 Giorgia scopre la verità su quanto accaduto. Glielo dice un amico comune e anche lei gli consiglia di costituirsi, ma prima lo affronta e gli dice la verità: "Ho sparato in testa a un ragazzo".
Poche ore dopo Valerio è in manette, e sarà proprio lei a dire alla polizia dove si nasconde: "Mi pregava di accompagnarlo in un albergo per restare con lui a fargli compagnia. Mi rifiutavo a tale richiesta e mi limitavo ad accompagnarlo al Cervara Hotel Park sito in via di Tor Cervara, dove precedentemente, su indicazione dello stesso, prenotavo a mio nome e con un mio documento, una stanza. La stanza assegnata è risultata la numero 103″. Quella dove la polizia entrerà arrestandolo.
