Cosa è accaduto prima e dopo che Luca Sacchi viene ferito a morte è ricostruito con chiarezza nelle sette pagine di convalida del fermo firmate dal procuratore aggiunto Nadia Plastilina. La vicenda può essere riassunta così: un gruppo di spacciatori (il cui coinvolgimento in organizzazioni criminali vero e proprio è tutto da appurare) si organizza per vendere una certa quantità di stupefacente a un gruppo di ragazzi in un altro quartiere della città. Non sappiamo come abbiano preso contatto, se c'è stato un tramite. Quello che sappiamo è che si danno appuntamento fuori un pub e il pusher decide però, dopo aver verificato che gli acquirenti hanno il denaro pattuito, di rapinarli senza consegnare la droga. Qualcosa va male, un ragazzo reagisce e per divincolarsi sparano, uccidendolo.

L'incontro per lo scambio soldi – marijuana

Diamo ora dei nomi alla dinamica appena descritta. Sono Le 20.50  della sera del 23 ottobre. Valerio Del Grosso e Paolo Pirino sono seduti in una Smart bianca. Chi comanda sembrerebbe essere Valerio secondo quando ricostruito dagli inquirenti. È lui che manda altri due ragazzi, Valerio R. e Simone P., in via Latina, per verificare che gli acquirenti abbiano il denaro. E i soldi ci sono: li ha una ragazza nello zaino, è Anastasiya Kylenyk la fidanzata di Luca. Si tratta di 2000 euro, divisi in due mazzette di banconote da 20 e da 50 euro. Poi il gruppo si sposta al pub, con lei ci sono altri tre giovani, presumibilmente il gruppo che si doveva spartire lo stupefacente (rimane tutto da chiarire se per cederlo a loro volta a terzi o esclusivamente per uso personale), a trattare è Giovanni P.

Valerio Del Grosso spara: "Volevo solo spaventarlo"

Poi la storia è nota Valerio R. e Simone P. escono di scena e Valerio Del Grosso e Paolo Pirino arrivano a bordo della Smart. Paolo ha una mazza da baseball e Valerio una pistola calibro 38. Paolo colpisce con la mazza Anastasiya per prendere i soldi, ma Luca reagisce, Valerio punta la pistola e spara. "Volevo solo spaventarlo, non volevo ucciderlo", dirà più tardi agli amici con cui si confida. I due complici intanto sentono le urla e il botto dello sparo che squarcia l'aria e si allontanano. Il giorno successivo Valerio va a lavoro, fa il pasticciere, ma alle 12.00 se ne va, non regge più la tensione quando scopre che Luca è morto dai media. Si confida con gli amici e in quartiere, tra San Basilio e Casal Monastero, le voci corrono fino al fratello Andrea che a sua volta si rivolge ai genitori. La famiglia Del Grosso decide a quel punto di rivolgersi alle forze dell'ordine nella speranza che Valerio si consegni.

Valerio Del Grosso e la confessione agli amici e alla fidanzata

Le forze dell'ordine trovano il 21enne in una stanza d'albergo, confessa e guida gli agenti nei luoghi dove ha abbandonato la borsa, l'ogiva del proiettile, la mazza e il portafogli. Solo la pistola ancora non è stata rinvenuta. Dopo una prima fase di collaborazione Valerio Del Grosso si avvale della facoltà di non rispondere ma tutte le persone coinvolte vengono rintracciate e ascoltate, ormai la dinamica di quanto accaduto dal punto di vista degli inquirenti è chiara. Anche Paolo Pirino viene rintracciato e arrestato, anche lui non parla. A confermare la sequenza dei fatti è anche Giorgia D., amica di lunga data di Del Grosso con cui aveva appena iniziato una relazione. Dopo l'omicidio è da lei che va Valerio, dice di aver combinato un casino e gli chiede di non tornare a casa ma di passare la serata insieme in un hotel. Incontra diversi amici, parlotta ed è agitato, non si fa sentire da Giorgia. Il giorno dopo torna a casa sua a prenderla e la porta a mangiare a Trastevere: poche ore dopo sarà arrestato per omicidio. Sarà proprio Giorgia a dire ai poliziotti dove si nascondeva il 21enne.