A Verona, città del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, il leghista idolo dell'oltranzismo cattolico e tradizionalista, nemico giurato del diritto all'interruzione di gravidanza per le donne e dei diritti per le coppie omosessuali, il consiglio comunale ha approvato una mozione "provita" che è un esplicito attacco alla legge 194. Lunedì 22 ottobre l'Assemblea Capitolina discuterà una mozione fotocopia di quella veronese, passata tra le polemiche e le proteste delle donne.

Il gruppo di Fratelli d'Italia in Campidoglio non ha fatto altro che prendere il testo votato nella città scaligera, sostituendo "Verona" con "Roma", e prevede di dichiarare Roma "città a favore della vita", inserendo tale principio nello statuto comunale, finanziamenti a centri e associazioni provita, politiche per la famiglia che incentivano la natalità, progetti che informino sulle "alternative all'aborto". Attesa una mobilitazione delle donne in contemporanea alla discussione: "La città femminista, le nostre pratiche di autonomia e solidarietà, i nostri corpi, i nostri desideri non sono negoziabili".

Anche se non è facile che la mozione passi, potendo contare probabilmente sui soli voti del centrodestra e non della maggioranza del Movimento 5 stelle, è il segnale che anche a Roma la destra intende caratterizzarsi sui temi della "famiglia e della vita", ricucendo così quello schieramento che il governo ha diviso a partire dalle questioni dei valori. Nelle scorse settimana le associazioni delle donne hanno sottolineato la pericolosità della mozione di Verona perché trasformerebbe la scelta di una di abortire in un calvario, quando già l'iter prevede un'informazione completa su ogni opzione possibile per portare avanti la gravidanza qualora ce ne fosse la volontà.

E se la sindaca Raggi ha recentemente ordinato la rimozione dei provocatori manifesti della onlus Provita e di Generazione Famiglia, tra l'amministrazione pentastellata e il movimento delle donne è scontro aperto in particolare per la scelta di ritirare la convenzione alla Casa Internazionale delle Donne di via della Lungara, un simbolo e un'istituzione alternativa per diverse generazioni di donne.