Antonio Di Maggio durante lo sgombero del Camping River
in foto: Antonio Di Maggio durante lo sgombero del Camping River

Il Comandante della Polizia Locale di Roma Capitale Antonio Di Maggio va in pensione. Da oggi il suo posto è stato preso ad interim dal vice Stefano Napoli in attesa che la sindaca Virginia Raggi scelga un nuovo numero dei caschi bianchi. Non tutti se ne sono accorti ma Di Maggio, con il suo infaticabile attivismo, è stato uno dei personaggi più influenti nella vita della capitale degli ultimi anni, in grado di dettare o di inseguire l'agenda politica con le operazioni contro il degrado, gli sgomberi, i controlli nei quartieri della movida.

Di emergenza in emergenza è riuscito a trasformare i vigili urbani della capitale in un corpo di polizia vero e proprio, guidandoli all'assalto delle ville dei Casamonica in una delle operazioni più spettacolarizzate degli ultimi anni, con i giornalisti trasportati a bordo dei bus Atac all'alba per documentare il blitz nel fortino del clan, l'arrivo quando è ancora buio del premier Giuseppe Conte. Protagonista assoluto lui: Antonio Di Maggio che al fianco della sindaca Virginia Raggi guida i suoi uomini a buttare giù le parti, caschi da motociclista ben calzati sulla testa. Una mobilitazione senza precedenti con seicento vigili che partecipano al sequestro.

Antonio Di Maggio e Giuseppe Conte dopo il blitz nelle ville dei Casamonica
in foto: Antonio Di Maggio e Giuseppe Conte dopo il blitz nelle ville dei Casamonica

E proprio della sindaca Di Maggio è stato un'ombra, tanto che ora il sodalizio potrebbe non interrompersi: per sarebbe pronto un posto da consulente per la sicurezza. Vale la pena ricordare come la Polizia Locale dipende direttamente dal Campidoglio e il Vigile Sceriffo Antonio Di Maggio ha agito seguendo le priorità di volta in volta indicate dall'amministrazione, estendendo gradualmente le proprie competenze a qualsiasi questione avesse a che fare con la pubblica sicurezza. L'idea che un corpo di polizia che non si limiti al rispetto delle norme del traffico o di quelle amministrative, agisca alle dirette dipendenze del potere politico è a tratti inquietante, ma è una trasformazione in atto in molte grandi città di cui Di Maggio è stato il migliore interprete.

Poco tagliato per stare dietro una scrivania a compilare scartoffie non ha mai rinunciato a stare sul campo. Pronto sempre indossare la divisa da agente semplice e a scendere in strada, la sua ascesa è iniziata dallo SPE, sigla che sta per Sicurezza Pubblica ed Emergenziale, un nucleo speciale che si è dedicato negli scorsi anni allo sgombero di baraccopoli e case occupate, al ripristino del ‘decoro',che spesso coincide con il cacciare gli ultimi degli ultimi dove trovano rifugio dando una nuova mission ai caschi bianchi. Azioni che più di ogni altra cosa a Roma hanno rappresentato la trasformazione di molte questioni sociali (ad esempio le povertà, la questione della casa, la condizione dei migranti in transito e in attesa di asilo) in vicende da trattare con la ruspa e la forza pubblica.

Chi ha assistito a quanto accaduto ormai due anni fa al Camping River difficilmente potrà dimenticarlo: operai armati di grassi martelli e piedi di porco che distruggevano i container di proprietà dello stesso comune per renderli inabitabili alle famiglie rom, costrette ad uscire dal campo dove le istituzioni li hanno ghettizzati per vent'anni senza alternative. Antonio Di Maggio, il cranio e la polo blu d'ordinanza madidi si sudore guidava ovviamente le operazioni sul campo al momento di procedere con lo sgombero forzoso.

Oggi di Di Maggio lascia il suo posto per sopraggiunti limiti di età. Ha cambiato profondamente in pochi anni la fisionomia e la percezione della Polizia Locale di Roma, di certo di lui non si può dire che non abbia lasciato il segno. Se in meglio o in peggio è argomento di discussione.