Il giornalista dell'Espresso Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti sono stati aggrediti durante la commemorazione delle vittime della strage di Acca Larentia, tenutasi nel pomeriggio di oggi nel cimitero del Verano. Il "presente" ai "camerati caduti" vedeva la partecipazione dei membri della vecchia Avanguardia Nazionale di Stefano Delle Chiaie e di Forza Nuova e si è tenuto nella cappella dedicata ai "martiri della rivoluzione fascista".

Secondo quanto denunciato dal settimanale tra gli aggressori c'era anche il leader romano di Forza Nuova Giuliano Castellino – da poco uscito dal carcere dove era finito con l'accusa di aver partecipato a una truffa milionaria ai danni del Sistema Sanitario Nazionale -attualmente sottoposto al regime di sorveglianza speciale. "L'Espresso con estrema discrezione e rispetto per il luogo – il cimitero scelto dai neofascisti per la commemorazione – era sul posto per documentare una notizia: la manifestazione organizzata da un movimento, Avanguardia nazionale, già sciolto negli anni '70 perché eversivo. Ma in Italia le cose funzionano così, la memoria è corta e anche Avanguardia può avere una seconda vita, e con arroganza ritagliarsi spazio nella galassia dell'estrema destra",  racconta Giovanni Tizian.

"Dopo il “presente” di rito dei camerati al Mausoleo alcuni esponenti dell'estrema destra si sono avvicinati a Marchetti. Con spinte e pesanti minacce gli hanno intimato di consegnargli la scheda di memoria della macchina fotografica. L'hanno ottenuta ma non contenti, gli hanno chiesto il documento per identificarlo, senza che le forze dell'ordine intervenissero. – continua il racconto – Al grido «L'Espresso è peggio delle guardie», un altro gruppo ha accerchiato il nostro giornalista Federico Marconi. Tra questi il capo di Forza Nuova Roma, Giuliano Castellino, incredibilmente libero di muoversi come se nulla fosse nonostante sia sorvegliato speciale. E' probabilmente questa la causa dell'aggressione. Perché avremmo documentato la piena violazione della restrizione. Castellino si è avvicinato al nostro cronista e lo ha preso per il collo. Altri lo hanno spintonato, tirandogli anche un calcio sulle gambe e una serie di schiaffi. E ancora il capo di Forza Nuova insieme a uno vecchio militante di Avanguardia Nazionale ha preso al giornalista il cellulare e il portafoglio per identificarlo".

Al cimitero del Verano si è trovato solo una parte del neofascismo romano e non solo per rendere omaggio a Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, assassinati quarantuno anni fa all'esterno della sede romana di Acca Larentia. La cerimonia di ricordo all'esterno della vecchia sezione del Movimento sociale italiano sarà invece svolta da Casa Pound, che da alcuni anni ha "egemonizzato" la cerimonia vietandola ai "cugini" di Forza Nuova e di altre formazioni con cui non scorre buon sangue, che hanno così deciso di darsi appuntamento in altri luoghi, come ad esempio il Verano.

Castellino: "Cronisti sciacalli nessuna aggressione"

"Articolo bugiardo e infame da parte de L'Espresso, che ancora una volta, racconta storie fantasiose e fuori dalla realtà. L'aver chiesto buona educazione e decenza a giornalisti con funzione da sciacalli, irrispettosi anche di cimiteri e momenti comunitari di ricordo di caduti, diventa un'aggressione". Questa la versione Giuliano Catsellino, leader di Forza Nuova Roma. "Sarebbe da chiedere – aggiunge l'esponente del gruppo di estrema destra – perché un giornalista de L'Espresso fosse in possesso ingiustificato di fotografie con minori legati ai manifestanti e perché invece di presentarsi come fotografi si nascondevano dietro gli alberi, come i peggiori dei maniaci, come se tutto per pretestuoso e bigotto dover di cronaca fosse lecito. Sono sorvegliato speciale? Nessun atto di repressione potrà impedirmi di ricordare la memoria dei nostri caduti".

Salvini: "Chi aggredisce finisce in galera"

Sull'episodio è intervenuto anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Il posto giusto per chi aggredisce e' la galera. Chi mena le mani deve finire lì, a prescindere dal fatto che la persona aggredita sia un giornalista, un operaio, un poliziotto, un muratore o un netturbino". "Chiederemo perché uno degli aggressori era in libertà", ha sottolineato Salvini in riferimento a Castellino, sottoposto a regime di sorveglianza speciale e coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari.