1.758 CONDIVISIONI
Omicidio Desirée Mariottini a Roma
25 Ottobre 2018
7:40

Roma omicidio Desirée, tre uomini fermati per omicidio e stupro della ragazza di 16 anni

Si tratta di tre uomini con precedenti per spaccio di droga. Sono accusati di omicidio volontario, cessione di stupefacenti a minore e violenza sessuale di gruppo. Continuano le indagini per individuare gli altri presunti stupratori e assassini: il rischio è che mentre il cerchio si stringe abbiano abbandonato la città.
A cura di Valerio Renzi
1.758 CONDIVISIONI
Il terzo uomo fermato per l’omicidio di Desirée Mariottini
Il terzo uomo fermato per l’omicidio di Desirée Mariottini
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Omicidio Desirée Mariottini a Roma

Due arresti questa notte per la morte di Desirée Mariottini, la ragazza di 16 anni trovata senza vita all'interno di uno stabile abbandonato in via dei Lucani, stuprata da un gruppo di uomini che prima l'avrebbero indotta a consumare stupefacenti per poi ucciderla. Si tratta dei cittadini senegalesi Mamadou Gara, 26 anni e Brian Minteh di 43 anni. L'accusa di cui devono rispondere è di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario. Sono gravi gli indizi a carico dei due immigrati irregolari. “Il provvedimento di fermo si basa su gravi indizi di reità e dovrà essere sottoposto a convalida del gip”. Lo ha dichiarato il capo della Squadra Mobile di Roma, Luigi Silipo. Ancora ricercati altri presunti complici le cui identità sarebbero ancora ignote agli agenti della Mobile e del commissariato San Lorenzo che indagano sulla morte della giovane di Cisterna di Latina: la paura è che sentendo il cerchio stringersi si siano allontanati dalla città. In mattinata arriva poi la notizia di un terzo fermo, si tratta sempre di un cittadino straniero, il nigeriano Alinno Chima, 46 anni, aveva il permesso umanitario scaduto, anch'esso portato negli uffici della Questura per essere interrogato. Tutti e tre gli uomini fermati hanno precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti.

Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini, che ieri tra le contestazioni si è recato sul luogo dell'omicidio, ha immediatamente commentato gli arresti su Twitter: "Due immigrati clandestini fermati stanotte per lo stupro e la morte di Desirée, altri due ricercati. GRAZIE alle Forze dell’Ordine, farò di tutto perché i vermi colpevoli di questo orrore paghino fino in fondo, senza sconti, la loro infamia". Al ministro ha fatto eco la sindaca Virginia Raggi: "Grazie alla Procura e alle forze dell'ordine per il fermo di due persone nelle indagini sul terribile omicidio della ragazza. Si cercano altri due complici dell'atroce delitto. Chi ha fatto questo pagherà".

Ancora da chiarire cosa sia accaduto la notte tra venerdì e sabato scorso. Desirée, che vive a Cisterna con la mamma e la sorella più piccola, aveva mentito alla famiglia arrivando nella capitale con un'amica. Qui si era recata a San Lorenzo, cercando probabilmente di acquistare degli stupefacenti nelle vie del quartiere della movida giovanile e universitaria della città. Forse con l'amica era stata convinta a entrare nel rudere con il gruppo di pusher. L'autopsia ha evidenziato i segni della violenza sessuale e dell'assunzione di stupefacenti, mentre la causa del decesso sarebbe il soffocamento.

"L'amica fumava il crack dalla bottiglia, stava sul letto e vedeva quello che facevano, l'hanno violentata davanti a lei. Tu lì dentro entri solo per prendere la droga. Lì c'è l'eroina, la cocaina, tutto ci sta, vai a capire se ha bevuto la birra e dentro c'era qualcosa", è il terribile racconto di due testimoni reso a Fanpage.it. La ragazza, così come la cugina di Desirée che vive a Roma, è già stata ascoltata dagli inquirenti. Parole che confermano il quadro di quanto testimoniato di fronte alle telecamere della trasmissione tv Storie Italiane da un altro giovane: "Sono arrivato lì tra mezzanotte o mezzanotte e mezza, sono entrato e c’era una ragazza che urlava. Ho guardato quella che urlava e c’era un’altra ragazza su un materasso: le avevano messo una coperta fino alla testa ma si vedeva la testa. Non lo so se respirava ma sembrava già morta, perché l’altra ragazza urlava e diceva che era morta”.

 
1.758 CONDIVISIONI
77 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni