Natale Hjort
in foto: Natale Hjort

Tracce ematiche sotto le suole delle scarpe di Christian Gabriel Natale Hjorth che non sono riconducibili né agli indagati né alla vittima, il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. È questo uno degli elementi emersi dalla conclusione delle indagini tecniche sugli indumenti e sugli oggetti sequestrati ai due americani indagati per omicidio volontario. Tracce biologiche della vittima sono state trovate invece sulla felpa indossata da Finnegan Lee Elder, il 18enne che ha materialmente inferto le undici coltellate che hanno ucciso il carabiniere nella notte tra il 25 e il 26 luglio, nonché sul coltello a lama fissa usato per l'omicidio. Ma altri residui sono stati trovati anche sul lavandino della stanza d'albergo, sul controsoffitto e su un asciugamano, sul quale sono presenti sempre tracce di Elder. Questi elementi saranno tutti usati nel processo a carico dei due americani, che proprio recentemente hanno rinunciato alla richiesta di scarcerazione avanzata al Tribunale del Riesame a causa dei nuovi dati emersi dalle indagini.

 

Trovate impronte di Natale sul controsoffitto della stanza d'albergo

Se Finnegan Lee Elder ha confessato di essere l'esecutore materiale dell'omicidio di Mario Cerciello Rega, Gabriel Natale ha sempre dichiarato di non essere a conoscenza del fatto che l'amico fosse uscito con un coltello nella felpa. Nelle analisi effettuate sul pannello dove l'arma è stata nascosta però, sono state trovate su di esso le impronte del ragazzo. Soprattutto questo elemento è stato determinante per la difesa nel decidere di rinunciare alla richiesta di scarcerazione avanzata al Tribunale del Riesame. Secondo gli avvocati del giovane, sarebbero stato leso il diritto ad avere un giusto processo. "Le modalità con cui siamo venuti a conoscenza di questi ulteriori atti di investigazione ha trasformato il procedimento in uno stillicidio – ha dichiarato l'avvocato Francesco Petrelli – Adesso dobbiamo attendere la stabilizzazione di questi risultati investigativi, anche perché sono in corso ulteriori attività tecniche di estrazione che saranno depositate nei prossimi giorni. È impensabile che mentre il Tribunale sia in camere di consiglio nel frattempo altri atti vengano depositati nell'indagine".

Indagato il comandante della Stazione Farnese

Nel frattempo è arrivata la notizia che il capo della Stazione Farnese, il luogotenente Sandro Ottaviani, è indagato per falso. Il militare ha dichiarato che la notte dell'omicidio Andrea Varriale gli avrebbe consegnato l'arma, ma le indagini hanno appurato che il carabiniere non aveva con sé la pistola. La sua posizione è al vaglio, ma non è escluso che possa essere archiviata. All'appuntamento con i due americani, i carabinieri si sono presentati in borghese senza portare con sé l'arma di ordinanza. "Eravamo in borghese con bermuda e maglietta, l'arma si sarebbe vista", ha spiegato Andrea Varriale, il collega di Rega che era con lui quella notte.