Forti con i deboli. Pugno di ferro e intransigenza solo contro i poveracci. Ruspe e polizia in azione contro chi, inerme, non può difendere nemmeno il suo diritto alla proprietà degli averi contenuti in uno zaino o in una valigia. Dopo lo sgombero il "ciarpame" viene "smaltito" con solerzia. È la politica di Virginia Raggi e Matteo Salvini. Un film visto qualche mese fa al Camping River, andato in onda questa mattina a piazzale Maslax, dove ormai da anni i volontari dell'associazione Baobab Experience assistono centinaia di persone in transito per Roma.

Mentre gli agenti caricano sui pullman uomini e donne diretti all'ufficio di identificazione della questura in via Patini, puntuale Salvini rivendica via Twitter l'operazione: "In corso lo sgombero di Baobab a Roma. Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui. Dalle parole ai fatti". Parole minacciose, che riempiono il silenzio assordante del Campidoglio. Solo la scorsa settimana l'assessora alle Politiche Sociali Laura Baldassarre aveva promesso di svuotare il campo alle spalle della Stazione Tiburtina: in strada questa mattina c'erano ancora circa 130 persone, senza nessuna soluzione alternativa.

Una situazione vergognosa quella del Baobab sì, ma vergognosa per le istituzioni, che non sono ormai in grado in una città come Roma di gestire il transito o la condizione di grave indigenza di qualche centinaio di persone, che vivono in ghetti urbani ai margini della città ufficiale. Una politica vigliacca che rinuncia a occuparsi degli ultimi per paura di perdere voti, che tratta tutto come un'emergenza rinunciando a governare e scaricando sui territori tensioni e problemi. Come può disperdere decine di persone senza nulla per le periferie di Roma rendere la città più sicura? Non importa: i poveri devono essere ridotti all'invisibilità. Per loro nessuna pietà, nessuna possibilità di sopravvivere degnamente: devono scomparire. Migranti o meno: chi non ha non ha diritto a essere.

Nonostante questo c'è chi, come gli attivisti del Baobab, non ha rinunciato a vedere la povertà. Ha messo le mani nella merda e ha accolto, con l'aiuto di tanti cittadini "qualunque", più di 70.000 persone, fornendo orientamento sanitario e legale, contribuendo alla sicurezza prima di tutto dei più deboli.