Riccardo Licci e Francesco Chiriccozzi hanno offerto 20.000 euro ciascuno alla vittima della presunta violenza sessuale avvenuta nell'Old Manners Pub, che funziona da luogo di ritrovo e da sede di Casapound a Viterbo, a titolo di risarcimento. I due giovanissimi – in carcere da aprile con l'accusa di violenza sessuale di gruppo – si sono visti da poco rifiutare gli arresti domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari Savina Poli ha rigettato l'attenuazione delle misure cautelari, nonostante l'assenso espresso dal pm titolare dell'inchiesta, in quanto a suo avviso non sarebbero venute meno le esigenze detentive per gli imputati. Nella stessa occasione, tramite i loro legali, avevano avanzato l'offerta di risarcimento, rifiutata dalla 36enne che li ha denunciati.

Il gip non ha ritenuto soddisfacenti le dichiarazioni dei due coimputati nell'interrogatorio avvenuto lo scorso 12 luglio. In particolare entrambi hanno continuato a riferirsi ai fatti avvenuti come a un rapporto consensuale, dicendosi convinti di essere stati denunciati dalla donna "solo" perché si sarebbe sentita umiliata per le riprese fatte con i telefonini e poi inviate in diverse chat – compresa quella di Blocco Studentesco Viterbo – e anche al padre di uno dei due. Secondo gli inquirenti invece proprio quei filmati mostrerebbero una violenza brutale ed evidente, tanto da giustificare l'arresto, mentre gli accusati descrivono un rapporto consensuale pur ammettendo che la donna non volesse essere ripresa. Le dichiarazioni degli arrestati per il giudici "non esprimono vera resipiscenza o presa d'atto del grave fatto delittuoso di cui si sono resi responsabili, apparendo, anzi, strumentali alla richiesta di alleggerimento della pena". Insomma nessun vero pentimento sarebbe né consapevolezza della gravità di quanto accaduto.