La donna di 36 anni che è stata stuprata nel pub di CasaPound a Viterbo dai due (adesso ex) militanti del movimento di estrema destra, ha deciso di ricorrere in appello contro la sentenza emessa dal giudice di primo grado. Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci sono stati condannati rispettivamente a tre anni e due anni e dieci mesi con il rito abbreviato. Oltre ai 40mila che avevano già dato alla ragazza, avrebbero dovuto versarle altri 20mila euro alla fine del processo per poter usufruire delle attenuanti generiche. Ma, dato che non l'hanno fatto, il legale della vittima Franco Taurchini ha deciso di ricorrere in appello. L'avvocato aveva anticipato la decisione a Fanpage.it già dopo la sentenza di primo grado: secondo il legale, la sua assistita dovrebbe ricevere un'indennizzo maggiore viste le conseguenze fisiche e psicologiche che ancora oggi si porta dietro.

Stupro di Viterbo, il video girato nelle chat di WhatsApp

"Dobbiamo ricordarci che questi due ragazzi l'hanno picchiata, stuprata per ore in condizioni di incoscienza e filmata – aveva dichiarato Taurchini a Fanpage.it – L'hanno rovinata con questa storia del video e la questione andava trattata in un altro modo. La pena, inoltre, è stata più lieve perché gli è stato riconosciuto, secondo me in modo indebito, l'attenuante del risarcimento del danno. Che non mi sembra ci sia stato". Secondo il legale è probabile che il video, una volta girato tra le varie chat di WhatsApp, difficilmente possa essere cancellato in modo definitivo. E questo causerebbe uno stato di ansia perenne alla sua assistita.

Lo stupro nel pub di CasaPound

Lo stupro risale all'11 aprile. Francesco Chiricozzi, all'epoca consigliere comunale di CasaPound a Vallerano e l'amico Riccardo Licci (anch'esso militante di estrema destra), hanno avvicinato la donna che stava mangiando una pizza da sola al pub. Hanno iniziato a chiacchierare e poi l'hanno invitata a bere un amaro nel pub ‘Old Manners' di piazza Sallupara, sede di CasaPound e in quel momento chiuso al pubblico. Una volta varcata la porta però, per la donna è iniziato l'incubo: prima è stata picchiata e stordita dai due, poi violentata per ore e ripresa con il telefonino. Le immagini, diffuse nei gruppi WhatsApp di Blocco Studentesco e Gruppo Bazzi, sono state definite dai giudici che le hanno visionati ‘agghiaccianti'.