Sono drammatici gli ultimi messaggi inviati da Antonietta Gargiulo ad un'amica. "Volevo una vita migliore per le mie figlie, un padre migliore e questo mi ritrovo", la 39enne esprime tutto il dolore per quel rapporto con un uomo violento che finirà per ferirla quasi a morte con tre colpi di pistola e per uccidere le sue bambine, Martina e Alessia di 8 e 13 anni.  Antonietta aveva infine trovato il coraggio di lasciare il marito, il carabiniere Luigi Capasso, ma si sentiva minacciata da lui: "Dice che viene a prendere il caffè e parcheggia di traverso con l'auto di fronte al portone: non viene a prendere il caffè, è un atto intimidatorio". Le note vocali inviate all'amica su WhatsApp sono state trasmesse in esclusiva dalla trasmissione di Rete 4 ‘Quarto Grado'. L'amica della donna ha raccontato i tradimenti, le botte e le minacce che Antonietta aveva subito fino a quando aveva deciso di dire basta, fino all'episodio dello scorso 3 settembre quando Luigi Capasso l'aveva picchiata davanti alle figlie, facendo scegliere ad Antonietta definitivamente per la separazione.

Antonietta Gargiulo è ancora ricoverata in ospedale

Antonietta si trova ancora in ospedale, ricoverata al San Camillo di Roma. Il 28 febbraio scorso stava andando a lavoro, nella fabbrica Findus dove è impiegata come operaia, quando ha trovato ad aspettarla nel garage della sua abitazione di Cisterna di Latina l'ex marito. Luigi Capasso, carabiniere di stanza a Velletri, che le ha sparato quattro colpi di pistola, tre dei quali sono andati a segno. L'uomo è poi salito in casa e ha ucciso le figlie e, dopo ore di assedio nell'appartamento, si è tolto la vita. Solo tre giorni fa Antonietta, cosciente dopo giorni di delicate operazioni chirurgiche e coma farmacologico, ha saputo delle figlie. Ieri a Cisterna di Latina circa 15000 persone ha salutato le piccole Martina e Alessia. Striscioni, palloncini bianchi e rosa e commozione attorno alle bare bianche, per l'ultimo addio alle due bambine uccise dal padre. Una storia che ha coinvolto tutta la comunità cittadina, toccata nel profondo da una strage familiare che è lo specchio delle tante violenze che avvengono tra le mura domestica, e che racconta la necessità di affrontare la violenza domestica come una vera e propria emergenza nella nostra società, senza girarsi dall'altra parte e senza minimizzare mai.