Marcello De Vito, l'ex presidente dell'assemblea capitolina arrestato il 20 marzo scorso per corruzione sulla vicenda dello Stadio della Roma, resta in carcere. Il tribunale del Riesame ha respinto l'istanza di scarcerazione presentata dai legali difensori. Carcere confermato anche per l'avvocato Camillo Mezzacapo che secondo gli inquirenti era il braccio destro di De Vito, suo strettissimo collaboratore. Restano ai domiciliari l'imprenditore Gianluca Bardelli e l'architetto Fortunato Pititto, anch'essi coinvolti nella vicenda che ha scosso il Campidoglio e la Capitale. Questa la decisione presa dei giudici. Le motivazioni del provvedimento saranno depositate tra 45 giorni. Marcello De Vito, ex membro del Movimento Cinque Stelle e fedelissimo di Virginia Raggi è stato arrestato lo scorso 20 marzo, con l'accusa di corruzione in relazione alla costruzione dello Stadio della Roma previsto a Tor di Valle.

Marcello De Vito espulso dal Movimento Cinque Stelle

Marcello De Vito è stato prima sospeso poi espulso dal Movimento Cinque Stelle in meno di due ore dal suo arresto. La sindaca di Roma Virginia Raggi, intervenuta a Porta a Porta ha commentato il provvedimento: "Sono su tutte le furie, non me l'aspettavo. Questa notizia mi ha assolutamente colto di sorpresa" ha detto la prima cittadina nel salotto di Bruno Vespa. A chi ha suggerito le sue dimissioni ha risposto: "Roma è stata rovinata da corrotti per 30 anni. Noi non molliamo".

Marcello de Vito arrestato per corruzione

Secondo quanto è emerso De Vito, al suo secondo mandato in Campidoglio, avrebbe favorito attraverso il suo avvocato alcuni imprenditori assecondando i loro progetti, in cambio di soldi. L'indagine denominata "Congiunzione Astrale", ha portato all'arresto in tutto di quattro persone, due ai domiciliari e due in carcere, mentre in tutto sono 11 gli indagati per corruzione, traffico di influenze illecite, evasioni di imposte e false fatturazioni.