"Resisteremo con ogni mezzo necessario". Questa è la frase che riassume bene la conferenza stampa che c'è stata oggi all'occupazione di via del Caravaggio, la seconda sulla lista degli sgomberi imminenti stilata dal Viminale. La dichiarazione è stata letta da uno schieramento di persone anonime vestite come i personaggi della serie "La Casa di Carta": un modo per rafforzare il concetto e farlo arrivare a più persone possibili. Il Governo è nel pieno della crisi, alcuni consiglieri della Regione Lazio e del Campidoglio hanno chiesto lo stop agli sgomberi ma, per adesso, la situazione è ancora incerta. E 400 persone – 130 nuclei familiari di cui 80 minori – brancolano nel buio. "La situazione è desolante – spiega Cristiano Armati, del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa – nonostante il fallimento delle soluzioni fornite dopo lo sgombero di via Cardinal Capranica, e nonostante un'attivazione senza precedenti della società civile, il Campidoglio continua a non avere nessuna soluzione per le famiglie che abitano a via del Caravaggio".

Lo sgombero di Caravaggio potrebbe lasciare famiglie in strada

Il rischio è che uno sgombero fatto in fretta e furia a via del Caravaggio potrebbe buttare 130 famiglie in mezzo alla strada. Senza soluzioni, senza un posto dove andare, c'è la seria possibilità che sia questo lo scenario più probabile. "Ieri c'è stato un tavolo con il Campidoglio per parlare di via del Caravaggio – continua Armati – E non ci sono soluzioni alternative per le famiglie. Nessuno ha detto ‘non si fa lo sgombero', nessuno ha detto ‘fermiamoci': noi ci aspettiamo il peggio". Oggi in conferenza stampa era presente anche il papà di Ibrahim, ossia il bambino con i libri sgomberato dall'occupazione di Primavalle la cui foto ha fatto il giro del mondo. "Ve lo ricordate il bambino con i libri? Sono state fatte mille dichiarazioni su di lui, tutti lo volevano aiutare. Ebbene, passata l'emozione e le parole iniziali, nessuno ha fatto nulla per lui". Il 15 luglio c'è stato il primo sgombero tra quelli della lista stilata dal Viminale: un centinaio di persone sono state fatte uscire dallo stabile di via Cardinal Capranica, in cui vivevano da vent'anni. E adesso, che fine hanno fatto? "Una trentina di nuclei familiari sono stati messi tutti insieme in alcuni dormitori e come potete immaginare la situazione è davvero invivibile – spiega Armati – Alcuni sono stati ospitati in altre occupazioni, ma in tanti sono finiti in mezzo alla strada e li stiamo ancora cercando per Primavalle. Perché quello che si è sottovalutato è lo shock che uno sgombero comporta".