Lo sgombero di Primavalle
in foto: Lo sgombero di Primavalle

Si allarga il fronte che in Regione e in Campidoglio chiede la sospensione degli sgomberi a Roma: la recente crisi di governo impedirebbe, secondo molti soggetti politici, una corretta gestione delle operazioni, rischiando così di buttare migliaia di persone per strada senza una reale soluzione abitativa. "Con la crisi di governo ormai aperta e dagli esiti imprevedibili, riteniamo necessario chiedere a gran voce una moratoria degli sgomberi, previsti a partire dal mese di agosto nella città di Roma". Così in una nota Marta Bonafoni, Paolo Ciani e Alessandro Capriccioli, capigruppo rispettivamente della Lista civica Zingaretti, di Centro Solidale Demos e di +Europa Radicali al Consiglio Regionale del Lazio. "Sulla vicenda sgomberi interagiscono fattori molto diversi: diritto delle persone all'abitare, all'unità familiare, i diritti della proprietà, il rispetto delle norme. Per affrontarli correttamente occorre una grande partecipazione interistituzionale e la dovuta attenzione. Con un Ministro dell'Interno totalmente concentrato su altro, cioè su una partita ormai esplicitamente solo elettorale, sarebbe grave e da irresponsabili far procedere la macchina degli sgomberi che dipende, per la parte relativa all'ordine pubblico, da un Viminale di fatto senza guida. Alla preoccupazione per le decine di famiglie che si ritroverebbero senza una vera soluzione abitativa in pieno agosto, si aggiunge a questo punto l'allarme per la gestione delle operazioni di sgombero. L'appello è a non procedere a sgomberi, che creerebbero un grave allarme sociale nella Capitale in questa fase di incertezza istituzionale".

Stop sgombero a Roma, chiesta moratoria alla sindaca Raggi

A chiedere di sospendere gli sgomberi nella capitale non è solo la regione, ma i consiglieri dem al Campidoglio. "Facciamo appello alla sindaca affinché si adoperi per sospendere gli sgomberi nella Capitale alla luce della complessa situazione politica in corso – dichiarano in una nota Giulio Pelonzi e Marco Palumbo – Una misura di questo genere è assolutamente necessaria: non sappiamo come il Paese uscirà da questa grave incertezza istituzionale, siamo inoltre in attesa di fissare sul tema una seduta straordinaria dell'Assemblea Capitolina in cui si discuterà delle modalità dell'uso dei fondi e del personale comunale per queste attività. Siamo peraltro consapevoli che questi momenti di crisi aggravano fortemente le condizioni di chi già vive in situazioni di disagio sociale. È bene dunque concedere una tregua a Roma sul fronte degli sgomberi e, parallelamente, aprire un ragionamento che punti sì a ristabilire la legalità in certi contesti, ma sempre partendo da una accurata visione di insieme che tenga ben presenti le priorità anche in considerazione delle reali situazioni di disagio".

"Situazione politica instabile, rischio scoppio bomba sociale"

Al coro di voci che chiede la sospensione degli sgomberi si è unito anche il consigliere Giovanni Zannola. "Condivido totalmente l'appello lanciato dai consiglieri regionali Marta Bonafoni, Alessandro Capriccioli e Paolo Ciani che ringrazio. La crisi di Governo, a qualunque esito approdi, porta con se una momentanea instabilità istituzionale che graverebbe sul tavolo interistituzionale istituito per lavorare, con fretta inusuale, alle procedure di sgombero di decine di palazzi della Capitale. Come spesso ho ripetuto il ripristino della legalità necessario non può non essere accompagnato da una consapevole giustizia sociale che spingerebbe prima di tutto a farsi carico di ogni situazione di fragilità vissuta dalle migliaia di persone che vivono nei luoghi occupati. Non credo che il Viminale, guidato da un leader in perenne campagna elettorale, possa garantire equità nelle modalità, nei tempi e nelle procedure. E visto che parliamo di persone, di famiglie e delle loro storie penso che non procedere agli sgomberi aiuterebbe a prevenire, in una fase di incertezza istituzionale, lo scoppio di una bomba sociale nella capitale del paese".