La violenza contro le donne è un'emergenza che continua a comparire nell'agenda della politica e del dibattito pubblico solo di fronte a qualche eclatante caso di cronaca. Ma i numeri parlano di uno stillicidio di omicidi, violenze e stupri che si consumano quotidianamente, spesso nel silenzio e lontano dai riflettori. Un'emergenza che coinvolge anche nella capitale, con numeri che segnalano non un'inversione di tendenza, ma un preoccupante aumento delle violenze sessuali. Nel 2017 a Roma sono stati denunciati 416 casi di violenza sessuale, più di uno al giorno, il 17,3% in più del 2016. Una tendenza purtroppo in atto in tutto il paese, dove l'aumento lo scorso anno dei casi di violenza è del 15%. Triste primato per Roma anche per i femminicidi10 nel 2017 e 6 nei primi dieci mesi del 2018.

"Complessivamente tra il 2000 e i primi dieci mesi del 2018 sono state 248 le donne uccise nel Lazio (257 se si aggiungono anche i 9 femminicidi censiti nei primi 10 mesi del 2018), con una media di 14 vittime l’anno. – si legge nella presentazione della ricerca condatta da Uil Lazio e Eures – Una conta, questa, che non accenna a diminuire: a fronte di un progressivo calo degli omicidi totali e delle vittime di sesso maschile, il numero delle vittime di sesso femminile è rimasto infatti sostanzialmente costante negli anni, rappresentando oltre il 40% delle vittime nell’ultimo biennio (45,2% nel 2016 e 41,9% nel 2017). Tali dati collocano la nostra regione al secondo posto in Italia (dopo la Lombardia) per intensità del fenomeno. Nel 72,4% dei casi (179 in valori assoluti, ovvero mediamente 10 ogni anno) sono state uccise in un contesto familiare o all’interno di una relazione di coppia (in essere o conclusa), che si conferma il “contesto” più a rischio per le donne, con ben 110 vittime uccise da un marito, un amante o un ex partner".

“Dati che fanno rabbrividire – commenta il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica – e che ci fanno comprendere quanto ci sia ancora da fare a tutela dell’universo femminile, vittima non solo di orrendi reati ma anche di una cultura fortemente maschilista che permea, oggi più che mai, la nostra società, contribuendo ad acuire quelle disparità lavorative, economiche e sociali purtroppo già preesistenti e su cui invece bisognerebbe agire in fretta, creando reti e condizioni concrete e non parole di circostanza. Va considerato anche che, nonostante le donne che sporgono denuncia oggi siano più che in passato, sono però ancora molto forti e diffuse alcune forme di resistenza psicologica, dovute soprattutto alla vergogna, alla esposizione della propria intimità violata, ai sensi di colpa, al rifiuto sociale, che impediscono alla vittima di intraprendere il percorso legale, a volte per molti anni”.

Sabato 24 novembre le donne tornano in piazza a Roma

Il rapporto arriva alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in un fine settimana che vedrà la mobilitazione del movimento femminista Non Una di Meno invadere nuovamente le strade di Roma con un corteo nazionale che sfilerà sabato 24 novembre per le strade della città a partire da piazza della Repubblica. Una mobilitazione che si aspetta imponente. Il giorno successivo invece una grande assemblea di donne proveniente da tutta Italia discuterà di come proseguire la mobilitazione contro il Dl Pillon sulla famiglia e contro la violenza maschile sulle donne. L'appuntamento è nell'aula magna del liceo Nomentano di via Bufalotta.