Dopo il corteo dei Movimenti per la casa di ieri, svoltosi senza incidenti, alcuni ex occupanti del palazzo all'angolo tra via Curtatone e piazza Indipendenza, a Roma, hanno dato vita a un presidio nei giardini vicino ai Fori Imperiali. La manifestazione è stata autorizzata: sono circa una decina le persone che chiedono alle istituzioni una risposta sull'emergenza abitativa che non sia quella – eclatante e che ha scatenato molte polemiche – andata in scena lo scorso giovedì, con lo sgombero degli occupanti da parte della polizia e i disordini che ne sono seguiti. Una vicenda destinata ad avere conseguenze: quattro manifestanti sono stati arrestati (la procura valuta per loro addirittura un'inchiesta per tentato omicidio legato al lancio di alcuni oggetti contro gli agenti, tra cui delle bombole di gas), ma la questura ha avviato approfondimenti anche nei confronti dei poliziotti intervenuti, specie dopo un filmato di Fanpage.it che riprende un funzionario di polizia pronunciare all'indirizzo dei rifugiati questa frase: "Se tirano qualcosa spaccategli un braccio".

In settimana vertice tra Raggi e Minniti sugli sgomberi

Il presidio degli ex occupanti di via Curtatone resterà fino al prossimo lunedì. L'obiettivo è quello di avviare un tavolo con la prefettura (che si trova proprio alle spalle della sede scelta), il Comune di Roma e la Regione Lazio sull'emergenza abitativa. Un problema che sarà al centro anche di un incontro tra la sindaca della Capitale Virginia Raggi e il ministro dell'Interno Marco Minniti. Secondo l'agenzia di stampa "Ansa" il vertice si terrà entro la prossima settimana, e servirà a dare il punto sugli sgomberi. Argomento sul quale dal Viminale sembrano filtrare nuove linee guida: secondo quanto riportato ieri da alcuni quotidiano, Minniti sarebbe pronto a inviare nuove disposizioni a tutti i prefetti, secondo cui non saranno più effettuati sgomberi, nello specifico di rifugiati, se prima non sarà stata trovata una sistemazione alternativa per chi ne ha diritto.