La conferenza stampa dei rifugiati di piazza Indipendenza dopo gli scontri
in foto: La conferenza stampa dei rifugiati di piazza Indipendenza dopo gli scontri

Sono stati accusati di aver infiltrato la protesta dei rifugiati, di antagonisti pronti allo scorso. Dalla sindaca Virginia Raggi al prefetto Paola Basiloni sono tutti d'accordo solo sul puntare il dito contro i movimenti per il diritto all'abitare, i "professionisti delle occupazioni" e i centri sociali. Intanto loro oggi scendono in piazza e rispediscono al mittente tutte le accuse. Una manifestazione originariamente organizzata dal Coordinamento cittadino di lotta per la casa e dai Blocchi Precari Metropolitani dopo lo sgombero di un palazzo occupato a Cinecittà e la creazione di una tendopoli di senza casa in piazza Santi Apostoli, che dopo gli incidenti di Piazza Indipendenza ha assunto un altro significato.

Ad aderire anche tante altre sigle: associazioni, singoli cittadini, la rete ‘Decide Roma' (che raccoglie la variegata galassia degli spazi sociali romani) e i volontari di Baobab Experience. Tutti in piazza insieme per dire che la casa è un diritto e che sgomberi come quelli di giovedì mattina non possono più accadere, che Roma deve essere disposta ad accogliere e a trattare il tema della casa come un'emergenza sociale e non di ordine pubblico.

Il percorso del corteo di rifugiati e movimenti per la casa

I giornali della destra cittadina parlano di pericolo di scontri, e la giornata si presenta ovviamente tesa. Il corteo sfilerà da piazza dell'Esquilino per percorrere poi via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali e terminare in piazza Madonna di Loreto. Sono attese circa 5000 persone. Sarà imponente il dispiegamento di sicurezza che vigilerà sulla svolgimento del corteo.

Segretario di Stato Vaticano: "Immagini che provocano dolore"

Sullo sgombero di piazza Indipendenza, dal meeting di Comunione e Liberazione, è intervenuto il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin: "Quelle immagini non possono che provocare sconcerto e dolore, soprattutto dalla violenza che si è manifestata. E la violenza non è accettabile da nessuna parte". "Però – ha aggiunto il Monsignore – credo che, da quello che ho visto e da quello che ho letto, ci sia la possibilità di fare le cose un pò meglio, fare le cose bene, perché ci sono le regole. Adesso, per esempio, ho visto che ci sarà questo impegno a trovare per queste persone delle abitazioni alternative prima di arrivare a questi estremi. Io penso che se c'è buona volontà si possono trovare le soluzioni senza arrivare a queste manifestazioni così spiacevoli".