"Se tirano ancora qualcosa spezzategli un braccio", ordinò ai suoi agenti riferendosi agli occupanti di via Curtatone. Una frase, quella registrata dalle telecamere di Fanpage.it, che è stata pronunciata da un dirigente del commissariato Trevi Campo Marzio e che, secondo i pm della procura di Roma, non merita la richiesta di rinvio a giudizio al gip del tribunale. Va infatti verso l'archiviazione, stando a quanto riporta il Messaggero, la vicenda del funzionario di polizia iscritto, proprio per le parole pronunciate nella concitazione degli scontri di piazza Indipendenza, nel registro degli indagati con l'accusa di istigazione a delinquere. Probabilmente non verrà processato per la frase pronunciata lo scorso 24 agosto, ma nel frattempo è stato trasferito in un altro reparto, il Dac, la Direzione Centrale Anticrimine. Un lavoro d'ufficio. Stando a quanto si apprende, il poliziotto è stato ascoltato dai pm e si è difeso sostenendo di aver pronunciato quelle parole d'impulso per rispondere a un collega, il suo autista, che era stato appena colpito da una pietra.

"Spezzategli un braccio": la frase registrata dai microfoni di Fanpage.it

All'alba del 24 agosto gli agenti della questura di Roma hanno sgomberato il gruppo di rifugiati eritrei e somali che campeggiava in piazza indipendenza. Un giorno prima avevano dovuto abbandonare l'edificio dismesso in via Curtatone che avevano occupato. I poliziotti li hanno rincorsi fino a piazzale dei Cinquecento, davanti alla Stazione Termini. Ed è proprio a pochi metri dall'ingresso dello scalo romano che il funzionario di polizia dice ai suoi colleghi: "Questi devono sparire peggio per loro….se tirano qualcosa spaccategli un braccio". Un agente gli risponde: "Non c'arriviamo dottò". E lui replica : C'arrivamo c'arrivamo, spariscono".

Nel 2014 lo stesso poliziotto ordinò una carica nei confronti degli operai della ThyssenKrupp che stavano manifestando a Roma. Nella stessa occasione il dirigente ebbe un acceso diverbio con Maurizio Landini.

Il video di Fanpage.it