Camionette ad ogni angolo, un ingente spiegamento di agenti della Digos e in borghese. Piazza Indipendenza, a cinque mesi dallo sgombero dell'occupazione di via Curtatone, stamattina si presentava così, ancora off limits per qualsiasi iniziativa pubblica collegata agli eventi dello scorso 24 agosto. Dopo il divieto per il corteo antirazzista dello scorso 16 dicembre ad attraversare la piazza, oggi è stata impedita dalle forze dell'ordine una conferenza stampa indetta dal sindacato di base Si.Cobas.

Gli attivisti (poco più di una decina) sono stati circondati e invitati ad allontanarsi dalla piazza, seguiti fino passo passo, scortati fino a che non è stato evidente che non avrebbero dato seguito a nessuna manifestazione pubblica nei pressi della piazza. A nulla sono valse le proteste degli attivisti, che hanno spiegato come si trattasse solo di una conferenza stampa i funzionari della questura di Roma sono stati inflessibili. "Ci è stato vietato di parlare oggi, siamo stati minacciati di essere identificati e denunciati, addirittura di essere arrestati – hanno denunciato gli attivisti sindacali di fronte a telecamere e cronisti mentre lasciavano la piazza – Questo non può essere accettabile, siamo un'organizzazione sindacale e dobbiamo poter dare comunicazione pubblicamente di quello che riguarda i nostri iscritti, ci deve essere garantita l'agibilità politica e democratica".

Alla fine la conferenza stampa si è tenuta all'interno della facoltà di Scienze della Formazione di Roma Tre in via Milazzo. Qui il Si.Cobas ha dato comunicazione di come sta per iniziare il processo a tre cittadini eritrei per lo sgombero del palazzo di via Curtatone, uno dei quali iscritto al sindacato e impiegato in un magazzino della logistica, e raccontato come l'emergenza apertasi con lo sgombero ancora non si è conclusa: "Nessuno dei problemi che gli sgomberi di Agosto hanno aperto si è chiuso. Le così dette fragilità (donne con minori) tanto care alla Sindaca, sono in realtà parcheggiate in case famiglia dove viene limitata la loro capacità di incontrare gli altri familiari senza neanche essere state prese in carico dai Servizi Sociali. Gli altri rifugiati di Piazza Indipendenza si sono spostati nelle occupazioni di Via Collatina e Via Cavaglieri anche esse sotto sgombero".