La sindaca di Roma Virginia Raggi ha presentato ieri pomeriggio su Facebook, un video in cui viene "svelato" il futuro "green" dell'area dell'ormai ex Tmb Salario. Un render che mostra una struttura che dovrebbe contenere "una biblioteca, un asilo nido, una sala per gli incontri pubblici" e il nuovo "centro direzionale di Ama", il tutto circondato dal verde. Un "edificio all'avanguardia dal punto di vista ambientale" esplorato a volo d'uccello nel filmato, con tanto di finale con il sole che tramonta rispecchiandosi nei vetri del palazzo e nel laghetto per ora solo immaginato.

"Quel maledetto incendio dello scorso 11 dicembre ha messo in difficoltà il sistema e creato disagi in tutta la città. Allo stesso tempo ha spinto ad anticipare i tempi della chiusura dell’impianto. Nel video potete vedere le immagini del vecchio impianto e di quello che sarà il nuovo quartier generale dell’azienda. – scrive la sindaca – Il vecchio Tmb è l’immagine di cosa hanno costruito i ‘rapaci' del passato: sono gli stessi che oggi fanno finta di essere i difensori dell’ambiente e dei cittadini ma che nei primi anni del 2000 non hanno avuto scrupoli a costruire l’impianto a ridosso delle case, ben sapendo che le operazioni di dismissioni non sarebbero spettate a loro".

Un annuncio che però lascia scettici i cittadini che oggi manifesteranno in Campidoglio, insieme ad amministratori locali e comitati di vari municipi di Roma e del territorio metropolitana. "Ogni volta che organizziamo una manifestazione ci preparate un bel pacco tutto colorato. Fatemi vedere atti ufficiali, non interviste, non video Facebook. Solo allora ci crederò", scrive Maria Teresa, storica attivista della battaglia contro l'impianto.

E in effetti il progetto presentato da Raggi sembra essere al momento poco più di un disegno, senza stanziamenti e senza un vero e proprio sviluppo. Soprattutto rimane da capire se l'area del Tmb su via Salaria a ridosso del Raccordo, sia il luogo migliore per sviluppare una sede multifunzionale come quella presentata, se non altro per gli effetti sul traffico e la completa assenza di parcheggi (che nel render non si vedono) visto lo scarsissimo servizio del trasporto pubblico. I comitati e l'amministrazione del III Municipio chiedono invece ad Ama e Campidoglio impegni immediati per la bonifica dell'area dove, come mostrato da Fanpage.it a un mese dall'incendio, permangono tonnellate di rifiuti a marcire all'aria aperta a poche centinaia di metri in linea d'aria dalle case.

Di Cola (Cgil): "Rendering mi ha fatto ridere"

"L'unica certezza per i cittadini per mettere fine al tmb Salario è il piano industriale di Ama e mi stupisce perché non abbiate questa voglia, invece di fare annunci come quello di ieri sera del rendering che mi ha fatto ridere perche' tutti noi vogliamo che in quel posto ci si possa incontrare e non sentire la puzza. Ci batteremo perché nel piano industriale quell'impianto non ci sia più", così il segretario della Fp Cgil di Roma e Lazio, Natale di Cola, sul futuro dell'area, durante l'audizione in commissione Trasparenza dell'assessora ai Rifiuti, Pinuccia Montanari. "È assurdo che l'azienda non abbia mai voluto incontrare i rappresentanti della sicurezza del lavoro dopo l'incendio. Chiediamo che questo accada, come previsto dalle norme – ha aggiunto – Sono stato al Tmb pochi giorni fa ed è un inferno all'aria aperta che fa paura".

Caudo: "Centro direzionale? Servono atti istituzionali"

Sulle parole della sindaca ha preso la parola anche il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, sempre durante la commissione Trasparenza: "Noi rinnoviamo la richiesta, e lo faremo recandoci insieme in Campidoglio, che oggi Raggi passi da un comunicato stampa a un atto di indirizzo comunale, che dica che l`impianto Tmb Salario va chiuso e lì sorgerà il Centro direzionale Ama. Perché le istituzioni agiscono per atti. Se avessimo potuto partecipare al lavoro del Comune nel rendering comunicato dalla sindaca Raggi avremmo aggiunto un risarcimento per i cittadini di Fidene e Villa Spada: vogliamo un parco, che sia per i cittadini uno sbocco sul fiume. Chiediamo attenzione e coinvolgimento".