Il vicebrigadiere dei carabiniere Mario Cerciello Rega
in foto: Il vicebrigadiere dei carabiniere Mario Cerciello Rega

Dalle carte delle indagini operate dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma sull'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega spunta un nuovo particolare che non torna. È ormai nota la catena di eventi che ha portato alla morte del militare nella notte tra il 25 e il 26 luglio scorso. I due diciannovenni americani, Finnegan Lee Elder e Gabriel Christian Natale Hjort stanno trascorrendo alcuni giorni di vacanza nella capitale. Si trovano a Trastevere e vogliono acquistare della cocaina. Qui vengono agganciati da Sergio Brugiatelli che si propone di fare da intermediario con un pusher suo amico Italo Pompeo. Quando avviene lo scambio però intervengono quattro militari liberi dal servizio che notano la scena in via Cardinale Merry del Val. Ecco come vengono riportati i momenti successivi dalle carte dell'indagine:

Dopo qualche istante, i militari raggiungevano comunque la vicina via Cardinale Merry del Val, ove riscontravano la presenza di due persone, intente a parlare tra loro, in seguito identificate da questo Nucleo in POMPEI Italo e SALEM Tamer Ahmed Tawfik Ismaeil. Poco distante da loro notavano solamente un’altra persona, in seguito identificata nel citato NATALE-HJORTH Gabriel Christian. In particolare quest’ultimo si trovava chinato a raccogliere, avvalendosi dell’illuminazione del telefono, qualcosa da terra – risultata essere una compressa di tachipirina – che poi consegnava ad uno dei militari, dandosi nel contempo a repentina fuga.

Dopo un breve colloquio con POMPEI Italo e con SALEM Tamer Ahmed Tawfik Ismaeil, non identificati in quel frangente per mancanza dei rispettivi documenti, gli operanti concordavano telefonicamente (ore 01:19 circa) di incontrarsi in Piazza Mastai con il Vice Brigadiere CERCIELLO REGA Mario ed il Carabiniere VARRIALE Andrea, in servizio di perlustrazione in abiti civili con turno 00:00-06:00.

Intervenuti sul posto, i predetti CERCIELLO REGA e VARRIALE identificavano poi  il citato BRUGIATELLI Sergio, riconosciuto dagli altri militari come uno dei soggetti da loro pedinato.

Intervenuti sul posto i predetti CERCIELLO REGA e VARRIALE, si appurava che, all’interno dell’involucro precedentemente consegnato da NATALE-HJORTH Gabriel Christian ad uno dei quattro militari liberi dal servizio, era custodita una pillola di colore bianco inequivocabilmente identificata in una compressa Tachipirina.

Poi viene chiarito un particolare di cui ancora non si era a conoscenza: "l’involucro in questione ed il suo contenuto veniva preso in consegna" dal vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Il resto della storia è purtroppo nota: i due americani, vedendosi senza soldi e senza stupefacente, rubano lo zaino di Brugiatelli chiedendogli cento euro e un grammo di cocaina per riavere i suoi effetti personali. All'appuntamento vanno però Varriale e Cerciello – entrambi disarmati come emerso solo alcuni giorni fa – e ingaggiano una colluttazione con i due giovani finita con la morte del militare, accoltellato a morte da Elder Finnegan Lee.

Che fine ha fatto l'involucro con la cocaina-tachipirina? È scomparsa, non risulta tra i reperti. Italo Pompeo – sul quale è emersa la singolare circostanza di un'attività fatta di migliaia di messaggi scambiati con un carabiniere della Stazione Farnese in due anni – sostiene che si trattasse appunto del medicinale, una "sola" fatta ai due turisti americani. Non sarà in ogni caso possibile appurarlo.