Roma ha il suo primo movimento ambientalista? È presto per dirlo, ma ieri per la terza volta in pochi giorni 200 cittadini si sono ritrovati nella sala del consiglio del III Municipio a piazza Sempione, per discutere di cosa fare e come per chiudere l'impianto Tmb di Ama in via Salaria, che da anni assedia la vita di migliaia di abitanti (in particolare dei quartieri di Fidene e Villa Spada). I miasmi in alcuni periodi rendono impossibile aprire le finestre, impregnano i panni stesi, fanno abbassare le serrande dei negozi, ma soprattutto la "puzza" che arriva fa temere per gli effetti sulla salute.

La battaglia è stata presa subito a cuore dal neopresidente del III Municipio Giovanni Caudo, che assieme all'assessore Christian Raimo da questa estate ha promosso un monitoraggio del fenomeno dei miasmi da presentare alla cittadinanza, alle istituzioni competenti e al pm che indagano per il reato di inquinamento ambientale, recentemente introdotto nel codice penale. Al momento l'osservatorio ha raccolto 139 schede, per un totale di 1739 registrazioni orarie tra il 14 luglio e il 6 settembre. I quartieri più rappresentati sono Fidene, Villa Spada e Serpentara, ma molte delle segnalazioni sono arrivate anche da Castel Giubileo, Nuovo Salario, Trieste, Nomentana, addirittura una segnalazione dal Villaggio Olimpico. Impressionante l'elenco di disagi fisici raccontati dai cittadini: nausea e vomito, bruciore alla gola e tosse, bruciore agli occhi e problemi intestinali.

Ieri l'assemblea ha deciso di promuovere una manifestazione fuori l'impianto per il prossimo 6 ottobre. Ci saranno i comitati e i cittadini, ma anche il municipio come istituzione che ha deciso di farsi carico della rappresentanza istituzionale del problema. Ma le soluzioni non sono semplici. "L'impianto deve chiudere". Questo è l'obiettivo della lotta rivendicato esplicitamente dai cittadini, che di riconversione o di utilizzo a un regime minore non vogliono più sentire parlare. Lunedì 24 in III Municipio ci sarà l'assessore regionale Massimiliano Valeriani, che dovrà rendere conto di come l'amministrazione Zingaretti sta affrontando il tema degli impianti con il Piano rifiuti che ancora non è stato presentato. A Valeriani i cittadini chiederanno come sia stato possibile che l'impianto dell'Ama abbia ottenuto le autorizzazioni per operare in una zona densamente popolata, e se quelle autorizzazioni possono essere ritirate.

L'assemblea contro il Tmb e l'amministrazione Caudo hanno invitato a confrontarsi anche la sindaca Virginia Raggi e l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari. Per il momento dalla prima cittadina è arrivata solo una generica disponibilità ma non una data, dalla Montanari neanche quella. "Sappiamo che la promessa di chiusura dell'impianto nel 2019 è solo una promessa fatta da Ama, vogliamo impegni certi", ripetono come un mantra cittadini che di impegni mancati, tavoli e incontri ne hanno visti e sentiti fin troppi. Al centro della questione rimane il ciclo dei rifiuti di Roma dopo la chiusura di Malagrotta: troppo fragile, con un livello di differenziata troppo basso, un'azienda municipalizzata in difficoltà di bilancio.