Tutti sapevano. Non solo i vicini, che sentivano le urla strazianti della madre di Deborah Sciacquatori provenire dall'abitazione mentre il marito, un ex pugile alcolista e tossicodipendente, la picchiava. Non solo le amiche della 19enne, che asseriscono convinte che "i panni sporchi si lavano in famiglia". Ma anche la Procura dei minori, cui era stata inviata un'informativa sulla situazione familiare di Deborah che però non aveva mai avuto seguito. E la situazione era rimasta così com'era, invariata. Una volta Antonia, la madre di Deborah, aveva trovato la forza di denunciare Lorenzo, che per questo era stato arrestato e condannato a sei mesi di reclusione. Dopo un po', però, è stato rilasciato e gli sono stati concessi gli arresti domiciliari nella casa che divideva con la moglie e la figlia. Antonia, infatti, aveva deciso di accoglierlo nuovamente in casa, convinta che i mesi passati a Rebibbia lo avessero aiutato a disintossicarsi. Così non è stato, e le violenze sono iniziate praticamente sin da subito.

Monterotondo, le violenze di Lorenzo Sciacquatori su Deborah e la madre

Lorenzo Sciacquatori, i cui funerali si terranno oggi alle 14.30, è sempre stato un uomo violento. Antonia, sentita dalla Procura di Tivoli, ha raccontato che le prime botte sono iniziate già quando Deborah era appena nata. "Inizialmente era solo aggressivo verbalmente, ma quando è morto suo padre ed è nata Deborah le cose sono peggiorate", ha detto. "Ricordo che in due occasioni, mentre allattavo, è arrivato a casa e mi ha dato pugni nella schiena. Lì ancora mi fa male". Le violenze erano all'ordine del giorno, e nessuna donna della famiglia ne era esclusa: la moglie, la nonna, la figlia. Tanto che Deborah aveva iniziato a dormire con un coltello del nonno sul comodino, perché ormai temeva non solo di essere picchiata, ma anche di essere uccisa. Domenica 19 maggio, il tragico epilogo della vicenda. Per difendere la madre, Deborah ha dovuto uccidere suo padre.