Giovedì 23 maggio si terranno, alle 14.30, i funerali di Lorenzo Sciacquatori, l'uomo di 41 anni ucciso dalla figlia dopo una notte di terrore passata in sua completa balia. Le esequie sono state organizzate nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Monterotondo. Non si sa se Deborah, la madre Antonia e le altre donne della famiglia saranno presenti. Alla 19enne sono stati revocati gli arresti domiciliari e le è stata riconosciuta la legittima difesa: adesso è libera, ma sembra non voglia uscire da casa sua dopo quanto accaduto. "Mamma, cosa ho fatto?", ha detto subito dopo aver colpito il padre, in preda da ore a una furia che sembrava non volersi arrestare. Le violenze, in quella famiglia, andavano avanti da anni, ma nessuno ha mai detto nulla. I vicini, che pure sentivano le urla provenire dall'abitazione di Deborah e Antonia, picchiate giornalmente dall'uomo (che sembra fosse sempre ubriaco), non sono mai interventi. "I panni sporchi si lavano in famiglia", ha detto un'amica della 19enne. E così si è arrivati alla tragica giornata di domenica, in cui Deborah ha piantato un coltello nel collo del padre per difendere la madre e la nonna.

Monterotondo, la madre di Deborah: "Violenze andavano avanti da vent'anni"

Antonia, la madre di Deborah, ha raccontato di non aver mai lasciato il marito per timore di perdere la figlia, ma anche per cercare di salvarlo. Non c'è mai riuscita e le violenze sono degenerate: dalle aggressioni verbali si è passati ai pugni, fino ad arrivare a veri e propri pestaggi tutti i giorni. Solo per un periodo sono stati separati: ma poi Antonia ha deciso di tornare. "Per un po' le cose sono andate meglio, poi lui ha ricominciato a bere. Ed è stato sempre peggio, mi aggrediva continuamente. Mi urlava che mi avrebbe ‘sgozzato come un maiale', ‘troia', ‘puttana'. Mi picchiava. Se la prendeva quasi sempre con me, ma a volte anche con mia figlia e con mia suocera, che cercavano di difendermi".