L'impianto Tmb Salario dell'Ama per ora continuerà a lavorare, nonostante la mobilitazione ormai permanente dei cittadini costretti a convivere quotidianamente con i suoi miasmi velenosi. Lo scorso mercoledì la conferenza dei servizi convocata dalla Regione Lazio ha deciso di rinnovare l'A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) all'impianto, anche alla presenza di una durissima relazione di Arpa Lazio, che registra numerosissime criticità. Ama però dovrà presentare entro sei mesi una corposa documentazione aggiuntiva, dimostrando di aver risolto le criticità evidenziate nelle trenta pagine del documento finale redatte dall'Agenzia Regionale di Protezione Ambientale. Il Tmb Salario è diventato il più evidente sintomo dell'insostenibilità del sistema dei rifiuti della Capitale dopo la chiusura di Malagrotta.

Ma cosa c'è scritto nella relazione di Arpa Lazio? In poche parole il Tmb Salario, che dovrebbe produrre soprattutto Fos e Cdr da inviare poi in altri impianti a partire dal rifiuto urbano indifferenziato, paradossalmente produce per lo più altri rifiuti limitandosi a cambiargli etichetta. L'impianto non solo è sovraccarico ed è diventato un centro di transito per tonnellate d'immondizia, ma non fa neanche il suo lavoro. In particolare Arpa Lazio ha registrato come la qualità della Frazione organica stabilizzata (Fos) è quasi nella totalità dei campioni al di sotto degli standard di legge: il materiale trattato risulta ancora "putrescibile". Tolto il Cdr, ovvero il combustibile derivato da rifiuti, e i materiali ferrosi recuperati, nel 2017 il 68,6% dei rifiuti entrati sono usciti sotto forma di scarto o presentando le criticità già segnalate.

Come se non bastasse si sono registrate irregolarità nell'area di stoccaggio, perennemente satura, e nella gestione dello scarico dei rifiuti e della trasferenza. Una relazione impietosa quella di Arpa Lazio nei confronti di Ama, che conferma in sostanza quello che i comitati dei cittadini denunciano instancabilmente: l'impianto di via Salaria è nei fatti una discarica in un centro densamente popolato, uno snodo di spostamento di tonnellate di rifiuti da un luogo all'altro. "Monnezza" per la maggior parte non trattata in maniera adeguata, sottoposta a processi di degradazione. Tutti elementi che confermano le paure di migliaia di persone che temono le conseguenze sulla propria salute di vivere vicino all'impianto. Il caso arriverà presto in parlamento: il prossimo martedì si insedierà la Commissione speciale sul traffico dei rifiuti, e Rossella Muroni (LeU) ha annunciato che presenterà una la richiesta per "l'apertura immediata di un'indagine conoscitiva su cosa accade all'interno del Tmb Salario: apprendere che da un impianto pubblico di trattamento dei rifiuti questi escono con un'etichettatura non corrispondente agli standard previsti dalla legge, è inaudito".

Per sottolineare la gravità del contenuto della relazione di Arpa, il presidente del III Municipio, Giovanni Caudo, ha tenuto una conferenza stampa in Campidoglio: "Ricordo che il 6 ottobre scorso si è svolta una manifestazione pubblica su via Salaria, dinanzi all’impianto, con quasi duemila cittadini che ne chiedono la chiusura. Oggi la relazione dell’Arpa certifica definitivamente che quell’impianto non funziona, non produce i rifiuti che dovrebbe produrre, quelli per cui è autorizzato, che i rifiuti trattati non sono stabilizzati, addirittura sarebbero putrescibili, e che per questo sono fonte di impatti sull’ambiente circostante. La descrizione fatta dall’Arpa è preoccupante e dà ragione ai tanti cittadini che da anni segnalano i malfunzionamenti dell’impianto. Un'emergenza che deve essere affrontata ormai anche a livello nazionale. La revisione dell’autorizzazione ambientale è un passaggio importante che alla luce di queste contestazioni deve essere oggetto di una particolare cura e attenzione. Ci auguriamo che Ama possa replicare a queste contestazioni e che tutte le istituzioni e anche la magistratura possano valutare le conseguenze di quanto riportato nella relazione".