La Polizia Stradale di Roma Capitale, insieme a cinque consulenti (uno nominato dalla Procura, uno dalla famiglia di Pietro Genovese, uno da quello di Gaia, due di Camilla), ha disposto la sera del 10 febbraio una super perizia nel luogo dove sono morte Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann. Corso Francia è stata chiusa per due ore al fine di effettuare la super perizia, durante la quale sarà utilizzato una telecamera a 360 gradi per ricostruire le immagini. All'esame parteciperà anche un ingegnere aerospaziale. Scopo della super perizia è capire cosa sia esattamente successo la notte del 22 dicembre e dove le due ragazze siano state effettivamente investite. Ossia sulle strisce pedonali, o in mezzo alla strada con il verde per le macchine. Le versione dei testimoni sono discordanti, anche se in molti asseriscono di averle viste scavalcare il guardrail prima di correre mano nella mano in mezzo alla strada per arrivare prima dall'altra parte della carreggiata.

L'incidente di Corso Francia in cui sono morte Gaia e Camilla

Quello che è certo è il punto in cui sono stati trovati i corpi di Gaia e Camilla, che presumibilmente sono stati scaraventati diversi metri dopo il vero punto d'impatto. Quello che la super perizia dovrà determinare inoltre, è anche la velocità a cui andava la macchina guidata da Pietro Genovese, il giovane che le ha investite la sera del 22 dicembre. Secondo alcuni testimoni sarebbe andato a velocità sostenuta, almeno a 80 chilometri orari, molto al dì sopra del limite consentito su Corso Francia. Gli amici in macchina con lui, invece, hanno spiegato al giudice che erano appena ripartiti con il semaforo verde e che procedevano entro i limiti consentiti. Pietro Genovese si è fermato a circa 200 metri di distanza dal luogo dell'incidente: è risultato positivo all'alcol test.