Sono arrivati i primi risultati dell'autopsia sul corpo di Fabrizio Piscitelli, il capo degli Irriducibili ucciso con un colpo d'arma da fuoco verso le 19 di mercoledì al parco degli Acquedotti. Secondo le analisi condotte dal medico legale al policlinico di Tor Vergata, Piscitelli è morto sul colpo. Il killer gli ha sparato alla spalle colpendolo sopra l'orecchio sinistro: Diabolik non si sarebbe nemmeno reso conto di quello che stava accadendo. Il leader della curva nord stava aspettando qualcuno: forse il suo assassino, forse una persona che invece ha mandato un sicario. Fatto sta che aveva un appuntamento. Piscitelli, che girava sempre con quattro guardie del corpo, quel giorno non era solo: con lui c'era il suo bodyguard e autista, assunto da una decina di giorni. L'uomo, che è stato ascoltato dalla polizia, ha dichiarato di non sapere con chi Diabolik dovesse vedersi nel pomeriggio. "L'ho solo accompagnato, non mi ha detto mai nulla", ha spiegato. Secondo la sua versione, il killer ha provato a sparare anche a lui ma l'arma gli si è inceppata. E così è scappato via dal luogo del delitto. Poi ha chiamato i soccorsi.

Omicidio Diabolik, la pista della criminalità organizzata

Le indagini per scoprire chi ha ucciso Diabolik continuano senza sosta. La polizia sta continuando a sentire parenti e amici, e per ora la pista più accreditata rimane quella della criminalità organizzata, non si sa ancora se italiana o straniera. Fabrizio Piscitelli forse è stato ucciso per un debito o forse per questioni legate alla droga: troppo ferma la mano che l'ha colpito, troppo sicuro il killer che ha premuto il grilletto, e che ha ucciso Diabolik con un solo colpo sparato mentre faceva finta di fare jogging. Senza contare le modalità: perché quella di Fabrizio Piscitelli è stata una vera e propria esecuzione. I mandanti dell'omicidio hanno aspettato che si sposasse la figlia prima di ucciderlo: un elemento in più che fa pensare al modus operandi di certa criminalità organizzata.

Sequestrati telefoni di Piscitelli: testimoni hanno visto il killer

La polizia ha sequestrato tre telefoni di Piscitelli, nella speranza che le ultime chiamate e i messaggi possano fornire degli elementi utili alle indagini. Il killer ha colpito in un punto molto frequentato e pieno di telecamere e non è passato inosservato. Testimoni asseriscono di aver visto una persona con una maglia verde scappare in direzione della strada, dove era attesa da un complice. Sembra che l'assassino sia stato ripreso, ma con il volto coperto: cosa che potrebbe rendere più difficoltosa l'identificazione. Intanto i tifosi biancocelesti ieri sera hanno voluto ricordare Piscitelli con una fiaccolata, che dalla chiesa di San Policarpo si è mossa poi verso il luogo dell'omicidio.