Fabrizio Piscitelli
in foto: Fabrizio Piscitelli

Continuano senza sosta le indagini sull'esecuzione di Fabrizio ‘Diabolik' Piscitelli, il capo ultrà degli Irriducibili della Lazio freddato ieri da un colpo di pistola sparato a bruciapelo da sopra l'orecchio sinistro. Piscitelli è morto sul colpo. Sul killer gli inquirenti non hanno dubbi: non si tratta di un omicidio messo in atto da un principiante, ma da "mani esperte", che sapevano il fatto loro. Da qualcuno che il sicario lo fa per mestiere. Per adesso sono due le piste seguite con più insistenza dalla polizia: quella della criminalità organizzata straniera (forse albanese) per questioni relative alla droga, oppure quello di un regolamento di conti per vecchi debiti, messo in atto della criminalità organizzata italiana. In ogni caso, si sta procedendo per omicidio con aggravante mafiosa. Per capire meglio cosa è accaduto, nei prossimi giorni la polizia potrebbe recarsi ancora sulla panchina del parco degli Acquedotti dove Piscitelli è stato freddato alle spalle con una pistola 7,65.

Fabrizio Piscitelli, l'esecuzione nel parco da un uomo in tenuta da jogging

Al vaglio sono anche le utenze telefoniche di Piscitelli e le telecamere di sorveglianza puntate sul parco degli Acquedotti e in via Lemonia. Quello che la polizia spera è di poter trovare qualcosa negli ultimi contatti chiamati dal cellulare di Piscitelli che possa fornire un indizio su cosa sia accaduto ieri sera alle 19, e che ci siano immagini del killer che ha sparato. Secondo alcune testimonianze, l'assassino – che faceva finta di fare jogging nel parco – avrebbe avuto una maglietta verde. Non è chiaro se il bodyguard e autista che era con Diabolik al momento della morte abbia visto in faccia il killer. "Fabrizio aveva un appuntamento, non so con chi, non me lo diceva mai – avrebbe dichiarato la guardia del corpo – Dopo lo sparo ho sentito che l’assassino premeva ancora il grilletto e sono scappato". L'uomo, quindi, si sarebbe salvato grazie all'arma inceppata.