Legatissimi, praticamente inseparabili. Sono Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, giovanissimi pregiudicati di Acilia accusati di tentato omicidio per aver sparato da uno scooter in corsa contro ferendo rendendolo paralizzato dalla vita in giù Manuel Bortuzzo, promessa del nuoto di 19 anni. Si sono consegnati ieri sera negli uffici della Questura e hanno spiegato di aver sbagliato persona, di aver reagito alle minacce di morte al termine di una rissa in un pub dell'Axa e di aver sparato per voler spaventare.

Amici per la pelle, nella buona ma soprattutto nella cattiva sorte. Giovanissimi ma già pregiudicati, aspiranti criminali con un distorto senso dell'onore per il quale quelle minacce e quegli insulti andavano vendicati a ogni costo, anche sparando. A farne le spese Manuel, che passava di lì per caso con la ragazza con cui da poco aveva iniziato una relazione. Le vite di Lorenze e Daniel ora rischiano di venire inghiottite per sempre dentro questa vicenda, mentre quella di Manuel già è cambiata per sempre: fino a una settimana fa si allenava per andare alle Olimpiadi, ora deve fare i conti con la prospettiva di passare il resto della vita senza poter più camminare.

 

A fare le spese del loro gesto non saranno solo Lorenzo e Daniel, ma anche le loro famiglie. Non solo genitori e parenti, ma anche i loro figli, piccolissimi, nati da pochi mesi, che si troveranno forse a conoscere nei prima anni di vita i loro papà in carcere e le loro compagne, lasciate sole in un momento così delicato. A giugno Marinelli aveva postato una foto che ora sembra profetica: posa con un amico dietro delle inferriate, come se si trovasse già in cella. Sorride, mentre questa notte davanti agli inquirenti ha dovuto confessare un crimine terribile e commesso per rispondere a un codice criminale che ora cambierà per sempre la sua vita e quella del figlio. Altri innocenti coinvolti in una Suburra di serie B, dove non vince mai nessuno ma perdono tutti.

"Quando ho capito che tra i sospettati di tentato omicidio per il ferimento di Manuel Bortuzzo era coinvolto anche lui, ho pensato che la punizione che ha avuto non è servito a migliorarlo e che qualcosa nelle periferie e nel sistema non funziona". A spiegare la parabola da piccolo criminale di Daniel Bazzano è la donna che, nel 2012, lo fece arrestare per un tentativo di rapina nel suo bar. La donna, capendo che la pistola che teneva in mano quel ragazzino era finta, si è avventata contro di lui strappandogli il passamontagna, poi i presenti riescono a fermarlo e Daniel, che era già noto alle forze dell'ordine, viene arrestato.