Dal 2012 Jacopo lavorava per Aviation Service, una delle aziende che all'aeroporto di Fiumicino Leonardo Da Vinci  si occupa di servizi aeroportuali. Ha un figlio piccolo e la moglie è disoccupata e da qualche giorno anche lui non ha più un lavoro, licenziato dall'azienda che gli imputa un ritardo di 40 minuti alle operazioni di carico e scarico che ha avuto ripercussioni sulla partenza puntuale dell'aeromobile, sotto la cui carlinga Jacopo e i suoi colleghi stavano lavorando. Jacopo è un operaio, uno di quello che di perdere il lavoro proprio non se lo può permettere, ma è anche un delegato sindacale iscritto all'Usb e si sente per questo responsabile della sicurezza sua e dei suoi colleghi, in particolare modo quando sono precari.

"Ero l'unico lavoratore coinvolto nelle operazioni assunto a tempo indeterminato – spiega Jacopo a Fanpage.it – E mi sono accorto che le condizioni minime di sicurezza non erano rispettate. A bordo dei mezzi meccanici gli estintori erano scarichi, i nastri che portano nella stiva dell'aereo, a 3-4 metri di altezza, non avevano i parapetti obbligatori, ma soprattutto mancavano i pulsanti di arresto per emergenza. Come se non bastasse non c'erano neanche quelli che noi chiamiamo ‘tacchi' ovvero il blocco delle ruote". Jacopo allora decide di chiedere alla società un controllo e attende l'arrivo del capo squadra, il quale decide di fargli proseguire le operazioni di imbarco, cosa che diligentemente porta a termine.

Invece di ricevere un encomio però, Jacopo qualche giorno dopo l'episodio viene convocato e licenziato. Intanto l'Asl di competenza – da quanto appreso dal sindacato – fa un controllo e mette sotto sequestro alcuni mezzi utilizzati da Aviation Service. Secondo l'Usb gli incidente sul lavoro all'interno di Fiumicino sono all'ordine di giorno e a volte sono anche gravi. È l'11 novembre del 2012 quando Giorgio Monzi muore a 44 anni mentre era impegnato in un'operazione del tutto simile a quella che stava svolgendo Jacopo con i suoi colleghi. Assunto da Aviopartner, un'altra delle società di hanling attiva nello scalo romano, in quell'occasione si parlò di morte annunciata, di poca sicurezza, poi più nulla.

Uno dei problemi secondo Jacopo è la precarietà: "Tanti colleghi hanno paura a parlare, paura di non vedersi rinnovare il contratto e, visto quello che sta accadendo a me forse hanno anche ragione".La sicurezza poi non riguarda solo i lavoratori ma anche i passeggeri: "Quando carichiamo o scarichiamo i bagagli i passeggeri sono a bordo del velivolo e contemporaneamente avvengono anche le operazioni di rifornimento di combustile. È una fase molto delicata dove è importante che ogni regola stabilita per evitare incidenti venga rispettata alla lettera".

Si presuppone che un'areo tra l'atterraggio e il nuovo decollo debba stare a terra circa 4o minuti. Così è inevitabile che i tempi vengano compressi, poco importa se a farne le spese sono le condizioni di sicurezza di chi lavora e di chi viaggia. Il servizio deve essere efficiente e puntuale. Venerdì 22 novembre, dopo aver già manifestato sotto l'azienda che ha licenziato Jacopo e chiesto un intervento diretto di Aeroporti di Roma, Jacopo e i suoi colleghi manifesteranno sotto la sede dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile.

"Mentre le istituzioni si stracciano le vesti quando escono le statistiche sulle morti sul lavoro, mentre si discute di una commissione parlamentare d'inchiesta sul tema, licenziare un lavoratore, un rappresentante sindacale, un operaio specializzato che svolge mansioni ad alto rischio perché ha osato mettere davanti la vita propria e dei suoi colleghi alla puntualità di un volo è un messaggio non solo sbagliato, ma anche dalle gravi implicazioni.  – spiega l'Unione Sindacale di Base che si sta battendo in ogni sede per il reintegro di Jacopo – Si dice ai datori di lavoro, prego continuate a fare come vi pare le vite di chi lavora non ci interessano".