La sindaca di Roma Virginia Raggi si è recata in ospedale a trovare Manuel Bortuzzo, il 19enne colpito alla schiena da un proiettile e ancora ricoverato al San Camillo. "La città si costituirà parte civile nel processo contro chi ha sparato": queste le parole della prima cittadina, accompagnata anche dal presidente della Federnuoto Paolo Barelli. Sono molte le persone che stanno andando a far visita a Manuel: ieri anche il nuotatore Massimiliano Rosolino ha voluto incontrare questo giovane la cui carriera è stata stroncata da Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano. "Bene che gli autori del fatto si siano consegnati alla giustizia che mi auguro sia estremamente severa. Ora voglio solo salutare Manuel, contare sulla sua forza e determinazione che finora ha dimostrato. Ora lui insieme ai suoi genitori dovranno affrontare un percorso che mi auguro sia positivo. Un ragazzo così giovane, ha una vita davanti anche se una grande parte gliela hanno buttata via, ma si rifarà". Messaggi di solidarietà sono arrivati anche da parte delle istituzioni, oltre che dal mondo dello sport e dagli amici del ragazzo. Ieri mattina Franco Bortuzzo, il padre di Manuel, ha incontrato il questore di Roma Guido Marino per ringraziarlo di come si sono svolte le indagini. Marinelli e Bazzano, costituitisi la sera del 6 febbraio, sono attualmente detenuti nel carcere di Regina Coeli, in regime di isolamento.

Questa mattina gli interrogatori di garanzia di Marinelli e Bazzano

E proprio questa mattina si terranno gli interrogatori di convalida del fermo dei due arrestati. Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano sono accusati di porto abusivo d'arma da fuoco e tentato omicidio con l'aggravante della premeditazione: si sono giustificati dicendo che il loro è stato un errore di persona, non volevano sparare a Manuel. Bazzano ha detto che non sapeva della pistola fino al momento in cui Marinelli non ha sparato. Subito dopo, la fuga in scooter e quella frase pronunciata da Lorenzo: "Portami da mio figlio". Entrambi i ragazzi, infatti, hanno due figli piccoli, appena nati. Dopo aver capito che le forze dell'ordine stavano rapidamente arrivando a loro, hanno deciso di costituirsi. Una decisione tardiva che fa dubitare il padre di Manuel sul loro effettivo senso di colpa: "Quei due ora vogliono chiedere scusa ma potevano costituirsi subito, adesso non è possibile pensare al perdono, sono imbarazzato soprattutto per cosa dicono: ‘è stato un errore'. Non è stato uno sbaglio, invece, prendere un’arma e andare a sparare ad un ragazzo".

Urlavano "la piazza è nostra"

E forse a Daniel Bazzano e Lorenzo Marinelli sarà contestata anche l‘aggravante del metodo mafioso. Secondo quanto riportato da un uomo che avrebbe assistito alla scena, dopo aver sparato a Manuel Bortuzzo i due avrebbero urlato: "Ora la piazza è nostra". Bazzano e Marinelli negano però che il movente del gesto sia legato a una resa dei conti all'interno del mondo della criminalità organizzata. È stato Marinelli a sparare al 19enne: ed è stato proprio lui a dire che la sua è stata un'azione immotivata. "Volevo solo menare a qualcuno, non vi era alcun motivo". Il ragazzo è parente di Stefano Marinelli, boss di Acilia legato al clan dei Casalesi e morto il primo gennaio del 2017. Ma il rapporto con le famiglie Iovine e Guernera sembra essersi interrotto dopo il decesso dello zio.