Valentino Talluto
in foto: Valentino Talluto

La Cassazione ritiene Valentino Talluto colpevole, ma ha chiesto un nuovo processo d'Appello per alzare la pena in secondo grado. Il trentacinquenne sieropositivo lo scorso dicembre è stato condannato dalla Corte d'Appello di Roma a ventidue anni di carcere, ritenuto responsabile di aver contagiato consapevolmente con il virus dell'Hiv una trentina di donne attraverso rapporti sessuali non protetti. Secondo i giudici vanno considerati nella condanna i quattro casi rispetto ai quali l'imputato era stato assolto in Appello. Nel processo bis la pena non potrà scendere sotto i ventidue anni già imposti. A chiedere un nuovo processo in Appello il procuratore generale Pasquale Fimiani. Come riporta Adnkronos, il pg, che nel processo ha riconosciuto nei confronti dell'imputato l'accusa di lesioni gravissime, ha avanzato la richiesta davanti ai giudici della Cassazione di riconsiderare nel nuovo processo le quattro assoluzioni di episodi precedentemente contestati.

Processo Talluto, presentato ricorso in Cassazione

A presentare il ricorso in Cassazione alla decisione del giudice oltre allo stesso Talluto erano state alcuni parti civili e la Procura Generale di Roma, per il riconoscimento del reato di epidemia dolosa a suo carico. Una richiesta tuttavia non accolta dal pg. Il procuratore Simonetta Matone nell'udienza d'Appello aveva richiesto per l'untore di Roma un aumento della pena a trent'anni di carcere e le accuse di lesioni gravissime, epidemia di Hiv dolosa.

Il processo a Valentino Talluto

Valentino Talluto è stato condannato a ventiquattro anni di carcere in primo grado il 27 ottobre del 2017, contestatogli il reato di lesioni gravissime ma non di quello di epidemia dolosa. Un anno dopo, l'11 dicembre 2018, la sentenza dei giudici della Corte d'Appello ha ridotto la pena a ventidue anni per lesioni gravissime con dolo eventuale e lo ha assolto per quattro casi di donne che secondo l'accusa erano state contagiate da lui.