Teatro dell’Opera, c’è l’accordo: niente licenziamenti. Salvi 180 musicisti

Nessun licenziamento. C'è l'accordo. È stato trovato nella notte, ma comporterà un prezzo alto per tutti di dipendenti del teatro dell'Opera di Roma. Per evitare di mandare via 180, tra orchestrali e coristi, saranno taglianti gli stipendi accessori di tutti coloro che lavorano al Teatro. Sia musicisti che tecnici. L'accordo è stato firmato dal direttore delle Risorse umane dell'ente lirico, Stefano Bottaro e i sindacati di categoria. Un faccia a faccia che è cominciato ieri pomeriggio ed è andato avanti fino a notte fonda, con una piccola pausa solo tra le 20 e 21. L'intesa è stata sottoscritta da tutti e sette i sindacati e il 24 andrà all'esame del Cda. Prevede, oltre al taglio degli stipendi accessori (una misura che comunque è congelata negli anni 2015 e 2016), risparmi per 3 mln e l'impegno a non scioperare sui temi dell'accordo. "Sono contento perché siamo riusciti a salvare 180 posti di lavoro, ma c'è il rammarico di aver firmato un accordo quando a luglio era stato firmato un piano di risanamento che avrebbe consentito di non togliere nemmeno un euro ai lavoratori", ha commentato Paolo Terrinoni della Cisl.
Teatro dell'Opera, l'annuncio dei licenziamenti
L'annuncio del cda dell'Opera che aveva deciso per i licenziamenti collettivi risale al 2 ottobre scorso. Da allora ci sono state proteste, con sit in e manifestazioni in piazza. Tanti i messaggi di solidarietà ai lavoratori dell'ente lirico. Anche quello di Ennio Morricone: "Esprimo la mia più ferma indignazione per quello che sta avvenendo in queste ore all’orchestra e al coro del Teatro dell’Opera di Roma”, aveva detto il maestro. Poi, due settimane fa, la prima apertura a una possibile soluzione. “Siamo pronti a ritirare i licenziamenti collettivi di coro e orchestra” in cambio di un accordo condiviso per ridisegnare il contratto integrativo. Queste le parole sovrintendente del Teatro dell’Opera, Carlo Fuortes, al termine di un incontro con i sindacati.