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Strage di Latina: gli aggiornamenti
28 Febbraio 2019
13:41

Strage Latina, un anno fa Luigi Capasso uccise le figlie: mamma Antonietta non è più tornata a casa

Un anno fa la strage di Cisterna di Latina. Antonietta Gargiulo non potrà mai cancellare dal cuore e dagli occhi quel giorno, il 28 febbraio 2018, quando suo marito, l’appuntato scelto dei carabinieri Luigi Capasso, sparò a lei e uccise le due figlie Martina e Alessia prima di togliersi la vita a sua volta.
A cura di Enrico Tata
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Antonietta Gargiulo insieme alle figlie Martina e Alessia
Antonietta Gargiulo insieme alle figlie Martina e Alessia
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Non è voluta più tornare a Cisterna di Latina, né in paese né a casa sua, quell'appartamento dove un anno fa esatto si è consumata una tragedia ancora troppo fresca per essere dimenticata. Antonietta Gargiulo non potrà mai cancellare dal cuore e dagli occhi quel giorno, il 28 febbraio 2018, quando suo marito, l'appuntato scelto dei carabinieri Luigi Capasso, sparò a lei e uccise le due figlie Martina e Alessia prima di togliersi la vita a sua volta. Sono le 5.30 del mattino, Antonietta è a casa, un appartamento in una palazzina in località Collina dei Pini. Capasso non vive con loro perché la moglie ha chiesto la separazione proprio per i suoi atteggiamenti violenti. Litigano anche quel giorno, in garage. Lui estrae la pistola e le spara tre colpi. Tutti a segno: uno all'addome, l'altro al petto e uno allo zigomo. Poi sale le scale, va in casa e si barrica dentro. Va in camera delle figlie. Martina e Alessia, 8 e 14 anni, dormono mentre Capasso le uccide a colpi di pistola. Un colpo diretto alla testa per entrambe le bimbe. Una, forse la più piccola, si accorge di tutto e per la paura fa la pipì al letto.

Strage di Latina, Luigi Capasso uccide le figlie e si toglie la vita

Arriva l'ambulanza che soccorre Antonietta Gargiulo e arrivano anche le forze dell'ordine. Comincia una trattativa con i negoziatori carabinieri che si svolge sul terrazzino di casa e che va avanti fino alle 13. Nessuno entra in casa, per timore che l'uomo possa fare del male alle figlie. Nessuno sa che sono già morte. Alle 13 e 40 lo sparo: Luigi Capasso si toglie la vita con un colpo diretto in testa. I carabinieri fanno irruzione e trovano i tre cadaveri, quello del padre, ma anche quelli delle due bambine nelle rispettive camerette. Sul letto della coppia c'è un lascito per i familiari, i soldi per organizzare i funerali, un assegno destinato all'amante dell'ex appuntato e un bigliettino con tre parole scritte: "Non dovevi farlo".

Mamma Antonietta: "Odio e male non hanno vinto"

Antonietta Gargiulo aveva cacciato di casa Capasso dopo aver scoperto i suoi tradimenti e dopo aver sopportato maltrattamenti. L'atto di separazione gli viene notificato proprio quel 28 febbraio, quando un ufficiale giudiziario si reca presso il domicilio dell'appuntato, ma non sa che in quegli stessi minuti il carabiniere sta uccidendo le sue figlie figlie. Antonietta Gargiulo viene a conoscenza del destino di Alessia e Martina solo l'8 marzo, otto giorni dopo la tragedia. I medici l'hanno tenuta in sedazione profonda dopo averla sottoposta a un'operazione chirurgica per la ricostruzione della mandibola, poi i familiari, assistiti dagli psicologi, hanno informato la donna di quanto aveva fatto suo marito. Queste furono le prime parole di Antonietta dopo la tragedia: "Oggi voglio ringraziare ognuno di voi per le preghiere e per l'amore. La mia vita oggi qui è un miracolo e ringrazio Dio ogni istante. Il vero miracolo ancora è l'amore che ha circondato me e soprattutto le mie bambine. Il vero miracolo è che l'odio il male e il rancore non hanno vinto nei nostri cuori, ma regna un senso di pace, pietà e misericordia. Regna l'amore che si sta estendendo a cerchi concentrici come da una goccia e sta arrivando lontano. La parola di Dio ha vinto sulla morte e io lo posso testimoniare. Un grazie senza fine va a alla mia famiglia e a tutti voi perché in ogni cellula del mio corpo sento la vita che è rinata da tutte le preghiere per me". Antonietta, al termine del messaggio rivolto alla comunità religiosa di cui fa parte, ha espresso il desiderio di partecipare a un convegno che verrà organizzato pubblicamente: "Per questo vi chiedo di continuare a pregare per me".

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