"L'odio, il male e il rancore non hanno vinto". Sono parole forti quelle pronunciate da Antonietta Gargiulo, l'unica sopravvissuta della strage di Cisterna di Latina. La donna è stata a lungo in fin di vita dopo che il marito, l'appuntato dei carabinieri Luigi Capasso, ha sparato a lei e alle due figlie della coppia, Alessia e Martina. Le bimbe sono morte così come il padre, che si è suicidato dopo un'estenuante trattativa con i carabinieri. Dallo scorso 28 febbraio, giorno della strage famigliare, Antonietta è rimasta ricoverata a lungo con prognosi riservata, in coma farmacologico. Lo scorso 21 marzo la donna è stata dimessa, pochi giorni dopo aver saputo che le due figlie, di 7 e 13 anni, sono state uccise da quel padre violento da cui Antonietta si stava separando: la 39enne infatti non ricordava nulla della strage.

Da Antonietta parole di pace e di perdono

Nonostante la tragedia vissuta, le prime parole pronunciate pubblicamente da Antonietta e riportate su Facebook dalla comunità "Gesù risorto" sono di perdono e di pace: "Oggi voglio ringraziare ognuno di voi per le preghiere e per l'amore – afferma Antonietta – La mia vita oggi qui è un miracolo e ringrazio Dio ogni istante. Il vero miracolo ancora è l'amore che ha circondato me e soprattutto le mie bambine. Il vero miracolo è che l'odio il male e il rancore non hanno vinto nei nostri cuori, ma regna un senso di pace, pietà e misericordia. Regna l'amore che si sta estendendo a cerchi concentrici come da una goccia e sta arrivando lontano – aggiunge la 39enne – La parola di Dio ha vinto sulla morte e io lo posso testimoniare. Un grazie senza fine va a alla mia famiglia e a tutti voi perché in ogni cellula del mio corpo sento la vita che è rinata da tutte le preghiere per me". Antonietta, al termine del messaggio rivolto alla comunità religiosa di cui fa parte, ha espresso il desiderio di partecipare a un convegno che verrà organizzato pubblicamente: "Per questo vi chiedo di continuare a pregare per me".