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Strage di San Giovanni arriva l’autopsia: “bambini uccisi con 20 coltellate”

Dai risultati dell’autopsia emerge la violenza con cui Khadija El Fatkhan ha ucciso i propri figli, Joussef e Rhim lo scorso 27 ottobre. L’unica sopravvissuta alla strage, Hyba di soli 5 anni, si trova ancora in prognosi riservata all’ospedale Bambino Gesù. Gli inquirenti hanno disposto anche ulteriori accertamenti sul Driss Jeddou, padre delle piccole vittime.
A cura di Valerio Renzi
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Più di venti colpi, di cui la metà diretti al capo, poi un taglio sulla gola per assicurarsi che fossero morti. Con ferocia Khadija El Fatkhan ha ucciso i suoi due figli Joussef e Rhim, di 9 e 3 anni, mentre erano ancora svegli. Questa la ricostruzione che emerge dall'autopsia sui corpi dei bambini, effettuata dai medici dell'istituto di Medicina legale della Sapienza. Prima di togliersi la vita lo scorso 27 ottobre Khadija non ha avuto esitazioni nell'uccidere i figli: raptus di violenza o lucida determinazione? Difficile stabilirlo anche se gli inquirenti stanno provando a determinare il suo stato psicologico e psichiatrico al momento dei fatti. Effettuata l'autopsia anche sul corpo della donna, confermando la morte per soffocamento: le uniche ferite riscontrate sul suo corpo sono i segni lasciati dalla cinta che ha usato per impiccarsi.

Hyba lotta ancora tra la vita e la morte

L'unica sopravvissuta alla strage è Hyba, la bambina di 5 anni che lotta ancora tra la vita e la morte. Dopo aver subito un intervento di ricostruzione della trachea, tranciata da un colpo di mannaia dalla madre, si trova ancora in prognosi riservata all'ospedale pediatrico Bambino Gesù. Gli inquirenti hanno anche disposto ulteriori accertamenti sul padre dei bambini, Driss Jeddou, che da quanto appurato finora sarebbe stato accoltellato dalla moglie prima che si accanisse sui figli. Recatosi all'ospedale San Giovanni l'uomo fino al mattino successivo sarebbe stato all'oscuro di quanto accaduto. La Ford Mondeo di sua proprietà è stata messa sotto sequestro per accertamenti, mentre l'appartamento al quarto piano del palazzo occupato di via Carlo Felice dove si è consumata la tragedia rimane anch'esso sigillato. Lunedì si è tenuta una fiaccolata per ricordare le piccole vittime organizzata dai vicini di casa e dalle mamme della scuola Di Donato, mentre in via Carlo Felice 69 si stenta a tornare alla normalità.

 

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