Strage di San Giovanni, ancora in coma la bimba gravemente ferita

Hiba, la piccola di appena 5 anni scampata alla strage avvenuta in Carlo Felice a San Giovani, è ancora ricoverata nel Dipartimento di emergenza dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù. La bambina è stata sottoposta ad un lungo e delicato intervento chirurgico di ricostruzione della trachea, al momento si trova in coma farmacologico e la sua prognosi è tutt'ora riservata. Oltre alla trachea i chirurghi sono dovuti intervenire sui traumi alla testa e le dita amputate. Il padre di Hiba, Idris, sarebbe stato ferito prima che la moglie Khadija si accanisse sui tre figli e si togliesse la vita impiccandosi nel bagno. Ancora ricoverato al San Giovanni è stato informato della sorte dei due figli Joussef e Rhim, di 9 e 4 anni, e della moglie, non chiederebbe altro se non di poter vedere l'unica figlia sopravvissuta per miracolo. Sui corpi delle vittime ancora non è stata compiuta l'autopsia, si aspetta la nomina dei periti di parte degli avvocati di Idris forniti dall'ambasciata marocchina. Solo l'autopsia potrà stabilire con certezza che al momento della morte dei bambini il padre fosse già ricoverato al San Giovanni, dove è stato registrato poco dopo le quattro di notte.
Nel palazzo di San Giovanni: chi ha sentito le urla?
Continua intanto l'attività investigativa degli inquirenti. I primi ad essere ascoltati sono stati ovviamente i vicini di casa del palazzo occupato dove si è svolta la tragedia. Più di un abitante del palazzo umbertino di via Carlo Felice avrebbe detto di aver sentito delle urla di bambini provenire dall'appartamento al quarto piano, ma nessuno ha pensato a qualcosa di così grave e ha pensato di intervenire per verificare a cosa fosse dovuto quel trambusto. Così oltre allo choc per quanto accaduto, per alcuni anche il rimorso di pensare che "forse Hiba e i suoi fratelli potevano essere salvati". Gli inquirenti stanno anche procedendo nel ricostruire le cerchie dei relazioni e amicizie della famiglia marocchina, in Italia e nella madre patria dove recentemente Khadia aveva trascorso lunghi periodi a seguito dell'ultimo parto che gli aveva indotto una profonda depressione. Proprio lo stato psichico potrebbe averla indotta a pianificare e ad attuare la strage.